Segreteria di Stato dell'economia SECO

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Misure di stabilizzazione

Berna, 12.11.2008 - Oggi il Consiglio federale ha approvato misure a sostegno della situazione occupazionale e dell’offerta in Svizzera. Da una parte esso chiede al Parlamento di anticipare per il 2009 uscite dell’importo di circa 340 milioni CHF. Con ciò si farà uso del margine d’intervento nella politica finanziaria nell'ambito del freno all'indebitamento. Dall’altra il Dipartimento federale dell’economia (DFE) libera le riserve di crisi beneficianti di sgravi fiscali per un importo di 550 milioni CHF. In tal modo per inizio 2009 saranno globalmente sbloccati circa 890 milioni.

Certo la Svizzera si trova attualmente ancora in una situazione economica e occupazionale relativamente buona. Ma a causa dello sviluppo dell'economia mondiale le previsioni sono, dallo scorso mese di settembre, sensibilmente peggiorate. Il Consiglio federale interverrà perciò attivamente in tre settori: politica finanziaria, riserve di crisi e politica economica esterna; inoltre, per rafforzare l'economia interna, esso vorrebbe accelerare l'esecuzione di importanti progetti.

Misure di politica finanziaria (cf. scheda I)
L'elemento cardine della politica finanziaria è il freno all'indebitamento. Lo scopo è di garantire, in una situazione economica peggiorata, un livello di uscite alto anche se le entrate si sono ridotte. L'attuale situazione congiunturale e le previsioni a disposizione non giustificano, a detta del Consiglio federale, nessuna deroga dal contenimento del debito. Il margine di manovra offerto dal freno all'indebitamento, deve essere invece sfruttato. Questo margine di manovra di politica finanziaria rappresenta, per il 2009, la somma di circa 1 miliardo CHF. Con riguardo all'incertezza circa il volume e la durata del regresso della congiuntura il Consiglio federale ha deciso di procedere in due tappe.

In una prima tappa, a cui si darà inizio immediatamente, si dovrà proporre al Parlamento di anticipare determinate uscite già decise. A tal fine sarà abrogato il blocco dei crediti per il 2009. Inoltre le uscite nel settore della protezione contro le inondazioni e in quello dei pericoli naturali nonché per il rinnovamento energetico delle abitazioni in proprietà di organizzazioni attive nella costruzione di abitazioni di utilità pubblica e per l'edilizia civile della Confederazione, saranno o aumentate o anticipate. Nel 2009 saranno anticipatamente liberati mezzi finanziari per un importo totale di circa 340 milioni CHF.

Una seconda tappa sarà percorsa se la situazione economica entro la fine del primo trimestre 2009 darà indizi di peggioramento. In questo caso sarà sfruttato il margine di manovra politico-finanziaria rimanente. Il Consiglio federale ha incaricato l'Amministrazione di prevedere uscite efficaci a livello congiunturale nell'ambito delle possibilità finanziarie disponibili di oltre mezzo miliardo di franchi svizzeri. In primo piano ci sono investimenti per il risanamento energetico di vecchi edifici nonché investimenti di manutenzione delle strade nazionali e delle FFS.

Inoltre per il 2009 il Consiglio federale non deciderà né per un programma di risparmio né per ulteriori contributi salariali.

Sblocco delle riserve di crisi (cf. scheda II)
Il DFE ha dato inizio allo sblocco generale delle riserve di crisi per il 1° gennaio 2009. Siccome si tratta dell'ultima liberazione generale (questo strumento è stato abolito con la riforma dell'imposizione delle imprese II), i mezzi finanziari interamente pagati per un importo di 550 milioni CHF sono restituiti per l'ultima volta a circa 650 imprese.

Miglior accesso ai mercati mondiali
Poiché da tendenze recessive sui mercati mondiali sorge il pericolo di un forte regresso, saranno le esportazioni a essere soprattutto colpite in modo relativamente diretto. Diverse misure di politica economica esterna tendono quindi a migliorare il piú rapidamente possibile il contesto per queste imprese. Il Consiglio federale si impegnerà a portare a termine il piú rapidamente possibile gli accordi di libero scambio già negoziati con Giappone, Canada e Stati del Golfo, a sottoporli al Parlamento e a metterli in vigore possibilmente nel 2009. Tali aperture del mercato devono essere accompagnate da sforzi supplementari e mirati della promozione economica esterna.

In una prospettiva a medio termine il Consiglio federale si impegna inoltre, tra l'altro nell'ambito del Forum economico mondiale di Davos, per la ripresa dei negoziati di Doha e persegue un rapido avanzamento‘dei negoziati bilaterali avviati con India, Tailandia e Algeria. Infine il Dipartimento federale dell'economia sta preparando l'avvio di negoziati con paesi di grande importanza economica quali la Cina e la Russia.

Rafforzamento dell'economia interna
Per un rapido potenziamento dei fattori di crescita il Consiglio federale si schiererà in Parlamento a favore di una quanto mai rapida discussione della revisione della LOTC e della prima parte della revisione della legge sull'IVA. Queste misure sono un incentivo relativamente forte e diretto del potere d'acquisto e migliorano il contesto in cui si inserisce l'attività imprenditoriale.

Pubblicato da

Dipartimento federale dell'economia, della formazione e della ricerca
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