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Dalla decisione per l'avviamento di una seconda fase di misure di stabilizzazione nel febbraio 2009 le prospettive economiche sono ulteriormente peggiorate. La maggior parte degli istituti di previsione nazionali e internazionali ha corretto drasticamente verso il basso le proprie previsioni per l'economia mondiale. Anche le prospettive per l'economia svizzera sono ulteriormente peggiorate. Il gruppo di esperti della Confederazione addetto alle previsioni congiunturali prevede per il 2009 e il 2010 una crescita negativa del PIL e un forte aumento della disoccupazione; nella media annuale del 2010 si prevede un tasso di disoccupazione del 5,5%. Considerate queste circostanze, il Consiglio federale ritiene adeguato avviare una terza fase delle misure di stabilizzazione congiunturali, concentrata stavolta sul mercato del lavoro.
Quadro politico-finanziario
In seguito alla detrazione di 200 milioni di franchi destinati alla riduzione dei premi delle casse malati e tenuto conto della diminuzione delle entrate di 150 milioni di franchi in seguito all'entrata in vigore anticipata della riforma dell'imposta sul valore aggiunto, nel Preventivo 2010 resta un margine di manovra per ulteriori spese di circa 400 milioni di franchi, che deve essere utilizzato completamente. Con un deficit di circa 2,4 miliardi di franchi il bilancio pubblico si muove così entro i limiti stabiliti dal freno all'indebitamento.
Mentre nelle due fasi finora avviate hanno dominato le spese supplementari e anticipate, con la terza fase il Consiglio federale intende ammortizzare le conseguenze della recessione e favorire il ritorno alla crescita. Bisogna infatti prepararsi nel miglior modo alla fase di sviluppo.
Misure nel mercato del lavoro
Fondamentalmente, l'assicurazione contro la disoccupazione è ben preparata a una recessione economica. Tuttavia, l'aumento della disoccupazione prevedibile è oltremodo elevato e la recessione potrebbe essere particolarmente profonda e, soprattutto, lunga.
Per questo motivo gli strumenti dell'assicurazione contro la disoccupazione vengono integrati da misure mirate e limitate nel tempo per gruppi particolarmente vulnerabili. Prima di tutto si deve combattere l'aumento della disoccupazione di lunga durata e in tal modo impedire che si verifichino casi di esaurimento del diritto all'indennità. Inoltre, si creano incentivi affinché si sfrutti la recessione per dedicarsi al perfezionamento. Il Consiglio federale intende poi affrontare la carenza di esperti nel settore energetico con un'offensiva. Sono state decise le seguenti misure:
Lotta contro la disoccupazione di lunga durata
Lotta contro la disoccupazione giovanile
Qualificazione durante la disoccupazione
Misure per il periodo di recessione
Il Consiglio federale intende approfittare del periodo di crisi per mostrare, nel quadro della politica di crescita 2008-2011, nuovi potenziali per la Svizzera in quanto centro tecnologico. Bisogna infatti creare le condizioni che consentano alla Svizzera di approfittare della situazione quando l'economia mondiale riprenderà quota. A tale riguardo il Consiglio federale ha lanciato due progetti:
Misure per mantenere il potere d'acquisto nel 2010
La terza fase delle misure di stabilizzazione viene completata da tre misure già decise. In primo luogo, il 29 maggio 2009 il Consiglio federale ha accordato un contributo unico di 200 milioni di franchi, che, insieme agli aumenti ordinari stabiliti in base alla nuova impostazione della perequazione finanziaria e della ripartizione dei compiti (NPC) e ai contributi dei Cantoni, genera un sostanziale ammortizzamento a favore delle economie domestiche. In secondo luogo, il Parlamento ha deciso di anticipare l'introduzione della riforma dell'imposta sul valore aggiunto all'inizio del 2010 che dovrebbe ridurre le spese di 150 milioni di franchi. Infine, attraverso il rinvio al 2011 dell'aumento dell'imposta sul valore aggiunto a favore dell'AI, il potere d'acquisto non viene indebolito (1,1 mia. CHF).
Nel complesso, l'impulso congiunturale supplementare della terza fase delle misure di stabilizzazione ammonta a 750 milioni di franchi.