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La congiuntura svizzera si stabilizza, ma nel 2010 la ripresa sarà lenta e la disoccupazione elevata

Berna, 22.09.2009 - Tendenze congiunturali e previsioni per l’autunno 2009 del gruppo di esperti della Confederazione*. La congiuntura mondiale si sta riprendendo più rapidamente del previsto dalla crisi congiunturale. Nel secondo trimestre la recessione è rallentata anche in Svizzera, e per la seconda metà dell’anno si preannuncia una svolta positiva. Il gruppo di esperti della Confederazione prevede che nell’anno in corso il prodotto interno lordo (PIL) della Svizzera registrerà una flessione meno marcata di quanto stimato fino al mese di giugno (-1,7% contro -2,7%). Si presuppone tuttavia che la congiuntura internazionale, dopo il primo deciso recupero, perderà nuovamente slancio nel corso del 2010, limitando così anche il proseguimento della ripresa congiunturale in Svizzera. Per il 2010 il gruppo di esperti prevede una debole crescita del PIL (+0,4% contro -0,4% previsto in giugno) e un ulteriore aumento della disoccupazione.

Congiuntura internazionale
Dopo la profonda crisi congiunturale che ha caratterizzato la fine del 2008 e l'inizio del 2009, negli scorsi mesi, per la prima volta, le prospettive dell’economia mondiale si sono visibilmente rasserenate. Dalla scorsa primavera, grazie anche alle ampie misure di sostegno a favore degli istituti finanziari, la situazione sui mercati finanziari internazionali si è considerevolmente distesa e molti indicatori congiunturali si sono risollevati più rapidamente ed energicamente del previsto dai loro valori minimi. Nel secondo semestre del 2009, per gli USA, l’Europa e l’Asia si profila un forte movimento di recupero sulle flessioni del PIL (o della crescita in Asia), trainato dai programmi congiunturali statali e dalla cessazione della riduzione delle scorte in molti Paesi (in diversi Paesi i forti cali della produzione degli ultimi trimestri erano riconducibili anche all’aggiustamento delle scorte; con un livello ormai più basso delle scorte, una crescita della domanda può avere impatti più diretti sulla produzione).

È però incerto se questa dinamica congiunturale positiva proseguirà anche nel prossimo anno, quando gli impulsi positivi della politica finanziaria si attenueranno. Il sostanziale rilancio del consumo privato e della domanda di investimenti necessario a tale scopo è infatti ostacolato da importanti fattori contrari. In particolare, la crescita del consumo privato negli USA potrebbe rimanere per anni al di sotto della media poiché le economie private dovranno necessariamente incrementare la loro quota di risparmio ancora esigua. Inoltre, il forte rilancio degli investimenti delle imprese a livello mondiale, tipico delle fasi di ripresa, potrebbe essere inizialmente contrastato dalla capacità produttiva straordinariamente ridotta. Anche le difficoltà incontrate dalle banche (ad es. nuovi importanti perdite su crediti) non possono considerarsi superate e potrebbero continuare a frenare lo sviluppo congiunturale. Le esperienze passate mostrano che riprese vigorose, altrimenti osservabili in seguito a periodi di grave recessione, sono state spesso impedite da crisi bancarie e immobiliari.

Il gruppo di esperti della Confederazione ritiene che nel 2010 la congiuntura internazionale si riprenderà solo lentamente e che, di conseguenza, i tassi di crescita del PIL, sia negli USA (meno del 2%) che in Europa (appena l'1%), risulteranno modesti in un’ottica pluriennale.

Previsioni congiunturali per la Svizzera
Nel secondo trimestre del 2009 la diminuzione del PIL è rallentata anche in Svizzera, e le indagini presso le imprese (ad es. il barometro congiunturale del KOF e l'indice dei direttori degli acquisti nel settore industriale), che negli ultimi mesi hanno dato esiti nettamente migliori, indicano una svolta positiva nella seconda metà dell’anno. L’economia svizzera potrebbe dunque superare un po’ più rapidamente la recessione e, nel corso del 2009, subire una contrazione inferiore a quella ancora pronosticata nelle previsioni di giugno (-1,7% contro -2,7%).

Benché questa sia la più forte regressione registrata su base annua dal 1975, nel confronto internazionale la recessione in Svizzera appare relativamente moderata. Ciò è da attribuire principalmente alla solida domanda interna, soprattutto del consumo privato e degli investimenti nell’edilizia, che hanno in parte compensato il crollo nell'industria d’esportazione e nel settore finanziario. Inoltre, nonostante i pesanti contraccolpi della recessione sull’industria, il calo del valore aggiunto è comunque molto inferiore rispetto a quello riscontrato in altri Paesi (ad es. Germania e Giappone). I principali impulsi negativi sull’evoluzione del PIL sono derivati, come già nell'ultima fase regressiva intervenuta tra il 2001 e il 2003, dalla netta diminuzione del valore aggiunto nel settore finanziario.

Secondo il gruppo di esperti, il prossimo anno la ripresa congiunturale in Svizzera proseguirà, anche se con scarso slancio visti i deboli stimoli provenienti dall'economia mondiale. Di conseguenza, è prevista una crescita modesta del PIL dello 0,4% (contro il calo supplementare di -0,4% previsto in giugno). Nel 2010 le esportazioni di merci e servizi dovrebbero ricominciare a aumentare (+3,2%), senza tuttavia riuscire a compensare la netta flessione del 2009 (-9,5%). Anche gli investimenti in impianti e attrezzature riprenderanno solo lentamente quota a causa della scarsa capacità produttiva di molte aziende. La robusta dinamica del consumo, sostenuta anche dall’immigrazione, dovrebbe regredire a causa degli effetti negativi derivanti dal peggioramento della situazione sul mercato del lavoro e del probabile aumento più contenuto dei salari reali.

Considerata la lentezza della ripresa nel 2010, le prospettive per il mercato del lavoro rimangono fosche. Nei prossimi trimestri l'occupazione dovrebbe registrare un’ulteriore diminuzione e solo verso la fine del 2010 dovrebbe verificarsi una leggera ripresa. Si presume che il tasso di disoccupazione subirà un ulteriore aumento, passando dal 3,8% in media annuale 2009 a 5,2% nel 2010. Il leggero calo dell’indice dei prezzi al consumo dovrebbe arrestarsi nei prossimi mesi. Sarà determinante il fatto che nei prossimi mesi gli effetti mitiganti dei prezzi del petrolio si annulleranno. Per il 2010 è quindi previsto un nuovo aumento dei prezzi dell’0,9% (dopo il -0,4% del 2009). Il pericolo di inflazione dovuto al lento ritmo della crescita, con una sottoutilizzazione delle capacità e una disoccupazione elevata, rimane comunque per il momento contenuto. 

Rischi congiunturali
L’intensità della ripresa congiunturale internazionale nel prossimo anno rappresenta un importante fattore d’incertezza. Le previsioni del gruppo di esperti si basano sull’ipotesi che la ripresa, attualmente sostenuta, nel 2010 perderà almeno temporaneamente gran parte del suo dinamismo con la fine del periodo di impulsi fiscali molto positivi. È però possibile che la dinamica di ripresa ciclica, dopo il precedente crollo della domanda, si protragga più a lungo se le attuali tendenze positive, analogamente a quanto avvenuto per la precedente crisi, si rafforzeranno a vicenda (ad es. se le aspettative dei produttori e dei consumatori miglioreranno per un periodo più lungo del previsto). In tal caso il rilancio dell’economia mondiale, nonostante i fattori frenanti menzionati (fra cui lo sdebitamento e il ristagno del consumo negli USA), potrebbe essere più vigoroso di quanto supposto (scenario “V”), il che significherebbe anche una maggiore crescita del PIL per la Svizzera. Tuttavia, anche in uno scenario così ottimistico, non si potrebbe contare su una distensione del mercato del lavoro nel 2010 poiché quest’ultimo reagisce con un certo ritardo all’andamento della congiuntura.

D’altra parte, l’economia mondiale è tuttora esposta a rischi negativi che potrebbero arrestare di nuovo completamente la ripresa. Rientra fra questi l’incertezza sui problemi bancari ancora presenti a livello mondiale che, nel caso di nuove perdite su crediti, potrebbero nuovamente accentuarsi e gravare sulla congiuntura. Inoltre, in molti Paesi (ad es. la Germania) la recessione potrebbe ripercuotersi sul mercato del lavoro ancora più duramente di quanto avvenuto finora e avere dei effetti negativi importanti sull’andamento del consumo privato.

* Il gruppo di esperti della Confederazione pubblica trimestralmente una previsione sull'evoluzione congiunturale della Svizzera. L’attuale previsione del mese di settembre 2009 è commentata nel presente comunicato stampa. «Tendances conjoncturelles», il periodico trimestrale della SECO, viene pubblicato come inserto nelle edizioni di febbraio, aprile, luglio e ottobre della rivista «La vie économique» (www.lavieeconomique.ch). Esse sono consultabili anche in Internet (http://www.seco.admin.ch/themen/00374/00375/00381/index.html?lang=de) in formato pdf.

Indirizzo cui rivolgere domande:

Aymo Brunetti, SECO, capo della Direzione politica economica,
tel. +41 (0)31 322 21 40
Frank Schmidbauer, SECO, capo supplente del Servizio congiuntura,
Direzione politica economica, tel. +41 (0)31 323 77 65

Pubblicato da

Segreteria di Stato dell'economia
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