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Esportazione di materiale bellico nel 2010

Berna, 22.02.2011 - Nel 2010 la Svizzera ha esportato materiale bellico in 69 Paesi per un totale di 640,5 milioni di franchi (2009: 727,7 milioni), il che corrisponde a un calo del 12 per cento rispetto all’anno precedente e a una quota dello 0,32 per cento (0,39 %) di tutte le merci che la Svizzera ha esportato nel 2010.

In controtendenza rispetto alle esportazioni complessive della Svizzera, che nel 2010 hanno messo a segno un aumento di circa l’8,6 per cento nei confronti dell’anno precedente, l’export di materiale bellico si è rivelato inferiore di circa 87,2 milioni di franchi, raggiungendo quota 640,5 milioni.

Nel periodo di riferimento, le transazioni più importanti sono state la fornitura parziale di sistemi di difesa contraerea all’Arabia Saudita per un valore di 132,6 milioni di franchi e la vendita di automezzi corazzati alla Germania (86,1 milioni) e al Belgio (42,6 milioni).

Per quanto riguarda le esportazioni verso l’Arabia Saudita, va tenuto presente che queste erano già state approvate nel 2006. Oggi, per contro, è in vigore un’altra prassi nei confronti di Egitto, Pakistan e Arabia Saudita, decisa dal Consiglio federale nella primavera del 2009. Sulla base di questa decisione, non vengono al momento concesse nuove autorizzazioni per l’esportazione di materiale bellico verso tali Paesi. L’esportazione di munizioni e pezzi di ricambio, già approvata in precedenza, resta invece consentita.

Circa il 67,2 per cento (2009: 69 %) del materiale bellico esportato era destinato ai 25 paesi dell’allegato 2 dell’ordinanza concernente il materiale bellico (OMB), che partecipano ai quattro regimi internazionali di controllo delle esportazioni per i prodotti strategicamente sensibili (gruppo dei Paesi fornitori di prodotti nucleari, gruppo d’Australia, regime di controllo della tecnologia dei razzi, accordo di Wassenaar)*.

Suddivise per continenti, le esportazioni verso l’Europa si sono attestate al 61,5 per cento (2009: 64%), quelle verso l’America all’8,1 per cento (10 %), verso l’Asia al 29,2 per cento (25 %), verso l’Africa allo 0,4 per cento (0,7 %) e verso l’Australia allo 0,8 per cento (0,3 %).

I cinque maggiori acquirenti sono stati la Germania, con ordinazioni per un valore di 134,3 milioni di franchi, seguita dall’Arabia Saudita con 132,6 milioni, dalla Gran Bretagna con 51,1 milioni, dal Belgio con 44,8 milioni e dalla Spagna con circa 32,6 milioni.

Se ripartite per categorie di materiale bellico ai sensi dell’allegato 1 OMB, le esportazioni si possono suddividere come segue: la categoria delle munizioni e delle loro componenti per armi di ogni calibro (KM 3) nella misura del 33 per cento e la categoria degli automezzi corrazzati o delle relative componenti (KM 6) nella misura del 25,2 per cento. Le quote rimanenti sono state del 17,7 per cento per le armi da fuoco di ogni calibro (KM 2) e del 13,9 per cento per il materiale per la direzione del tiro (KM 5). La percentuale relativamente elevata delle armi di ogni calibro è dovuta al fatto che i cannoni per la difesa contraerea figurano in questa voce. Il rimanente 11,7 per cento si è suddiviso su altre sette categorie di materiale bellico, ossia KM 1 (3,5 %), KM 4, KM 7, KM 8 (3,1 %), KM 10 (3,7 %), KM 13 e KM 16.

Nell’anno in esame sono state presentate alla SECO 2 363 nuove domande di esportazione (2009: 2 504). Di queste ne sono state accolte 2 357, per un valore pari a 1,5 miliardi di franchi, mentre sei domande (2009: 11) verso sei Paesi diversi (2009: 7) per un valore complessivo di 5,2 miliardi (2009: 6,3) sono state respinte. Queste autorizzazioni negate riguardavano quattro Paesi asiatici, uno africano e uno dell’Europa dell’Est. Tali domande concernevano innanzitutto la categoria delle armi di piccolo calibro e delle armi leggere (SALW) nonché le loro munizioni.

Nell’anno in questione gli esportatori hanno presentato 66 (2009: 27) domande di parere preliminare per informarsi se, almeno in linea di principio, fosse possibile ottenere un'autorizzazione d'esportazione verso un determinato Paese. 21 (2009: 9) di esse hanno ottenuto una risposta negativa, soprattutto nel caso in cui il Paese destinatario era africano o asiatico.

La differenza tra il valore delle esportazioni effettive e quello delle domande di esportazione autorizzate è dovuta al fatto che alcuni beni vengono esportati soltanto l’anno successivo. Inoltre, alcune autorizzazioni non vengono concretizzate per assenza della necessaria copertura finanziaria o perché, per altre ragioni, il cliente sospende o annulla l’ordine.

Con il suo rapporto annuale sul controllo all’esportazione di armi di piccolo calibro, la Svizzera contribuisce a consolidare gli sforzi internazionali tesi a conferire maggiore trasparenza al settore. Nell’ultimo anno è stata autorizzata l'esportazione di 10 439 (2009: 26 296) armi di piccolo calibro e armi leggere. I principali acquirenti esteri sono imprese e aziende industriali attive nel commercio di armi e organi di polizia. Nell’anno in esame sono state rilasciate 20 (2009: 26) autorizzazioni per il transito attraverso la Svizzera di armi di piccolo calibro e di armi leggere nonché delle loro componenti e dei loro accessori. A differenza del 2009, non è stata accolta alcuna domanda per il commercio all’estero (2009: 1). È stata autorizzata, per contro, una domanda di intermediazione (2009: 0).

L’istituto indipendente ginevrino «Graduate Institute of International and Development Studies» (studi internazionali sulle questioni legate allo sviluppo) analizza ogni anno il grado di trasparenza dei singoli Paesi in relazione all’esportazione di armi leggere e di piccolo calibro. Come già l'anno prima, anche nel 2010 la Svizzera figurava al primo posto.

*Argentina, Australia, Austria, Belgio, Canada, Danimarca, Finlandia, Francia, Germania, Gran Bretagna, Grecia, Irlanda, Italia, Giappone, Lussemburgo, Norvegia, Nuova Zelanda, Paesi Bassi, Polonia, Portogallo, Repubblica Ceca, Spagna, Svezia, Ungheria, USA.

Indirizzo cui rivolgere domande:

Simon Plüss, Controlli all’esportazione / Materiale bellico
tel. 031 324 50 36
simon.pluess@seco.admin.ch

Pubblicato da

Segreteria di Stato dell'economia
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