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Prospettive congiunturali svizzere offuscate dal rafforzamento del franco

Berna, 14.06.2011 - Tendenze congiunturali e previsioni per l’estate 2011 del gruppo di esperti della Confederazione*. Nel corso di quest’anno, l’evoluzione economica in Svizzera è rimasta robusta, pur mostrando i primi segni di rallentamento. L’economia di esportazione ha visto irrigidirsi ulteriormente la situazione monetaria, già precedentemente tesa, sotto l’effetto della nuova recente impennata del franco svizzero. A causa della valutazione straordinariamente forte della moneta elvetica, è probabile che la ripresa congiunturale finora osservata in Svizzera subisca una battuta d’arresto, nonostante una congiuntura interna che dovrebbe rimanere solida, soprattutto nel settore edilizio. Secondo le previsioni del gruppo di esperti, il PIL dovrebbe attestarsi al 2,1% nel 2011 e abbassarsi all’1,5% nel 2012. Nel corso del 2012 la disoccupazione potrebbe quindi registrare un nuovo leggero aumento.

Congiuntura internazionale
Le previsioni per la congiuntura internazionale presentano un panorama a mezze tinte. In molti Paesi dell’OCSE la ripresa dovrebbe proseguire a ritmo lento, come già avvenuto in passato in seguito a crisi immobiliari o finanziarie. Negli Stati Uniti l’economia dovrebbe avere, ancora per un certo tempo, un andamento incostante e risentire della debolezza del mercato immobiliare e di un tasso di disoccupazione insolitamente elevato. Nella zona euro la crescita rimane mediamente moderata a causa dei forti divari esistenti in particolare tra i Paesi centrali e periferici. Mentre in Germania la domanda interna, da tempo esitante, ha ripreso slancio e per il 2011 si preannuncia una crescita economica vigorosa, di oltre il 3 per cento, è probabile che gli Stati più duramente colpiti dalla crisi del debito pubblico, ossia Grecia, Portogallo e Irlanda, faticheranno a uscire dalla recessione prima del 2012. L’economia giapponese è ricaduta in una fase di recessione in seguito al terremoto e allo tsunami e ai crolli della produzione che ne sono risultati. La recessione in Giappone dovrebbe tuttavia essere riassorbita al più tardi entro il 2012 grazie alla ripresa generata dagli sforzi di ricostruzione. Le sue ripercussioni sull’economia mondiale nel 2011 dovrebbero essere quasi impercettibili.

L’economia mondiale dovrebbe continuare a beneficiare, anche se in misura minore rispetto al passato, degli impulsi positivi provenienti dai Paesi emergenti in forte espansione. In molti di questi Paesi, la politica monetaria sta cercando da qualche tempo di contrastare i crescenti rischi di surriscaldamento e di inflazione. La dinamica di crescita di questi Paesi dovrebbe subirne le conseguenze nel 2011 e nel 2012, come sembra essere già il caso, in parte, per la Cina.

Previsioni congiunturali per la Svizzera
Nel corso di quest’anno l’evoluzione economica in Svizzera è rimasta robusta, pur mostrando i primi segni di rallentamento. Nel primo trimestre del 2011 la crescita del PIL ha subito per la prima volta un rallentamento, dopo diversi trimestri caratterizzati da una forte espansione (+0,3% rispetto al trimestre precedente e +2,4% rispetto allo stesso trimestre dello scorso anno).

Anche alcuni indicatori di tendenza, negli ultimi mesi, hanno denotato una leggera regressione, benché a un livello elevato (ad es. indice dei direttori degli acquisti e ordinazioni nell’industria nonché indice di fiducia dei consumatori).

Nel complesso, gli attuali indicatori congiunturali non lasciano intravedere un forte indebolimento dell’economia per i prossimi mesi ma, al contrario, sono compatibili con una congiuntura ancora relativamente robusta.

Tuttavia, la situazione monetaria, già precedentemente tesa, negli ultimi tempi si è ulteriormente irrigidita. Nelle ultime settimane il franco ha nuovamente subito forti pressioni al rialzo sui mercati valutari, e ciò su un vasto fronte (rispetto all’euro, al dollaro e a molte altre monete). In seguito alla recente evoluzione, l’indice reale del corso del cambio effettivo del franco svizzero (depurato dell’inflazione rispetto a 40 partner commerciali) ha raggiunto un picco storico, nettamente superiore all’ultimo record risalente alla metà degli anni ‘90.

È difficile valutare quanto durerà questa fase di forte apprezzamento del franco svizzero. Considerate le incertezze che attanagliano l’economia mondiale (soprattutto nell’ottica del debito pubblico di alcuni Paesi), il gruppo di esperti della Confederazione prevede che il franco continuerà ad essere molto richiesto come moneta rifugio; di conseguenza, un deprezzamento in un prossimo futuro appare piuttosto improbabile.

Sui mercati internazionali, il rialzo del franco in atto da oltre un anno significa per le aziende svizzere una pesante perdita di competitività in termini di prezzi. L’evoluzione finora ancora molto positiva delle esportazioni di merci è da attribuire in gran parte al vigore della domanda estera (proveniente in particolare dai Paesi emergenti, dagli Stati Uniti e dalla Germania). Inoltre, molte aziende, per ridurre le conseguenze negative del rialzo del franco e rimanere competitive, hanno abbassato i loro prezzi all’esportazione. Il restringimento dei margini che ne consegue indica che questa soluzione non potrà protrarsi a lungo. Se il franco si mantenesse un livello elevato, nel corso del 2011 e del 2012 il volume delle esportazioni svizzere potrebbe quindi risentire sempre di più delle ripercussioni negative del corso del cambio.

Il gruppo di esperti prospetta un rallentamento della congiuntura come scenario più probabile per i prossimi trimestri. In media annua, per il 2011 prevede ancora una robusta crescita del PIL del 2,1% (previsione invariata rispetto al mese di marzo). Per il 2012 rivede invece al ribasso la sua previsione a causa dell’atteso indebolimento del commercio estero, formulando una previsione di crescita del PIL dell’1,5% (contro il precedente 1,9%).

Questo rallentamento congiunturale dovrebbe comunque rimanere contenuto grazie al sostegno della domanda interna. L’industria edilizia, in particolare, sotto l’effetto di un aumento demografico, beneficia di bassi interessi e di vari progetti di genio civile, che nel 2011 dovrebbero far progredire gli investimenti nell’edilizia di circa il 5%. I consumi privati forniranno a loro volta impulsi positivi, seppur di minor entità. L’espansione degli investimenti in impianti e attrezzature dovrebbe subire un rallentamento in seguito al peggioramento delle prospettive sui mercati d’esportazione.

La situazione sul mercato del lavoro dall’inizio del 2011 è ulteriormente migliorata. Nel primo trimestre del 2011 l’occupazione (in equivalenti a tempo pieno) è aumentata e a fine maggio il tasso di disoccupazione (destagionalizzato) è sceso al 3%. Le prospettive a breve termine sono positive: le indagini congiunturali indicano per il momento una tendenza persistente all’aumento degli effettivi delle imprese. In seguito, tuttavia, il peggioramento delle prospettive congiunturali potrebbe ripercuotersi anche sul mercato del lavoro, determinando un nuovo leggero aumento della disoccupazione nel corso del 2012. Il gruppo di esperti prevede un tasso di disoccupazione medio annuo del 3,1% per il 2011 e del 3,3% per il 2012.

La forza del franco ha come corollario positivo un effetto frenante sull’inflazione importata. Finora questo meccanismo si è tradotto nel fatto che in Svizzera, contrariamente a quanto avvenuto in molti altri Paesi dell’OCSE, i prezzi delle materie prime importate non hanno provocato un rincaro dei prezzi al consumo. Anche dai mercati dei beni in generale e dal mercato del lavoro non sembra profilarsi alcuna pressione inflazionistica. Il tasso d’inflazione nel 2011 e nel 2012 dovrebbe rimanere nettamente al di sotto dell’1%.

Rischi congiunturali
La problematica irrisolta del debito pubblico di molti Paesi dell’OCSE, che si ripercuote sui mercati finanziari creando incertezza e rischi e, cosa ancora più grave a breve termine, una grande volatilità sul mercato dei cambi, rappresenta attualmente il principale rischio congiunturale per l’economia svizzera. Nei Paesi della zona euro colpiti dalla crisi, in particolare in Grecia, il peso del debito resta estremamente difficile da sostenere nonostante i crediti accordati dal FMI e d all’UE. Considerato il rischio, difficilmente stimabile, di nuove crisi finanziarie che potrebbero derivare da un mancato pagamento, la politica economica europea farà tutto il possibile per impedire che la crisi si estenda all’intera la zona euro. Ma il rischio di una crisi permane. Occorre inoltre rilevare che i rischi legati al debito pubblico non si limitano alla zona euro, ma che questa problematica interessa anche Paesi come gli Stati Uniti o il Giappone. Un’eventuale perdita di fiducia dei mercati finanziari nei confronti degli Stati Uniti, ad esempio, potrebbe provocare una crescita rapida e di portata internazionale dei tassi d’interesse a lungo termine, finora molto bassi, applicati sui mercati dei capitali. Da ciò risulterebbe un deterioramento delle condizioni di finanziamento per i debitori privati e pubblici. Un altro rischio risiede nella possibilità che l’incremento del rincaro registrato di recente in molti Paesi dell’OCSE, imputabile essenzialmente ai prezzi delle materie prime, assuma contro ogni aspettativa una dinamica più forte, nel qual caso le banche centrali dovrebbero ricorrere rapidamente a una politica restrittiva di lotta contro l’inflazione.

Tenuto conto delle diverse debolezze e incertezze dell’economia mondiale, il rischio principale, per l’economia svizzera, rimane quello legato al corso del cambio. Il franco svizzero potrebbe mantenere il suo ruolo di moneta rifugio e subire nuove pressioni al rialzo. Nella peggiore delle ipotesi, la pressione al rialzo del franco potrebbe accentuarsi nei prossimi mesi. In tal caso, il proseguimento della crescita dell’economia svizzera sarebbe seriamente compromesso.


* Il gruppo di esperti della Confederazione pubblica trimestralmente le tendenze e previsioni congiunturali per la Svizzera. L’attuale previsione del mese di giugno 2011 è commentata nel presente comunicato stampa. Le “Tendances conjoncturelles“, pubblicazione trimestrale della SECO, sono contenute come allegato nelle edizioni di febbraio, aprile, luglio e ottobre della rivista “La vie économique” (www.lavieeconomique.ch). Esse sono consultabili anche in Internet (http://www.seco.admin.ch/themen/00374/00375/00381/index.html?lang=de) in formato pdf.

Indirizzo cui rivolgere domande:

Aymo Brunetti, SECO, capo della Direzione politica economica; tel. +41 (31) 322 21 40
Bruno Parnisari, SECO, capo del Servizio congiuntura, Direzione politica economica;
tel. +41 (31) 323 16 81

Pubblicato da

Segreteria di Stato dell'economia
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