Segreteria di Stato dell'economia SECO

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Ripercussioni del forte apprezzamento del franco sull’economia

Berna, 06.07.2011 - In occasione della seduta del 6 luglio 2011 il Consiglio federale ha discusso gli effetti del forte apprezzamento del franco svizzero sul mercato interno. Il Consiglio ha inoltre elaborato una valutazione della situazione e dibattuto le diverse misure per contrastare gli effetti negativi del corso di cambio a livello di politica economica, fiscale e di bilancio. Il Consiglio federale ha già intrapreso una serie di misure per sostenere in modo particolare l’industria d’esportazione e in generale la piazza economica svizzera, e intende proseguire gli sforzi per rafforzare l’economia svizzera, tuttavia respinge ogni misura inefficace e a lungo termine controproducente. Infine, il Consiglio federale ricorda che la politica valutaria è di competenza della Banca nazionale svizzera (BNS).

Il Consiglio federale constata che il valore del franco svizzero è insolitamente elevato e che si trova in una fase di sopravvalutazione. Tra le cause da ricondurre a tale apprezzamento vi sono un'economia svizzera molto competitiva, un'efficace politica economica orientata alla crescita e una politica fiscale in favore della stabilità. A ciò si aggiunge che a causa della crisi internazionale del debito pubblico gli investitori puntano sempre di più sul franco svizzero, accentuandone la tendenza al rialzo.

II Consiglio federale ricorda che il quadro congiunturale continua a essere positivo, da un lato grazie a una forte congiuntura interna, dall'altro grazie alla forte crescita registrata in Germania e in Asia. La crescita del prodotto interno lordo e il volume delle ordinazioni sono tuttora elevati, mentre la disoccupazione è a livelli bassi. Tuttavia in alcuni settori dell'industria d'esportazione si osservano i primi segnali di contrazione e una forte pressione sui margini. Il Consiglio federale è cosciente del fatto che se tale situazione dovesse perdurare, ci saranno delle conseguenze negative sull'economia reale.

Politica monetaria (Banca nazionale svizzera)

I mezzi più efficaci per lottare contro le fluttuazioni di cambio sono da ricercare nella politica monetaria. Quest'ultima è di competenza della Banca nazionale svizzera. Il Consiglio federale ritiene che la BNS abbia gli strumenti adeguati per garantire, secondo il suo mandato legislativo, la stabilità dei prezzi tenendo conto dell'andamento congiunturale. Il Consiglio esprime tutta la sua fiducia nella capacità dell'istituto di adottare le misure più consone alla situazione attuale. Il Governo, tramite il Comitato economico, intrattiene rapporti stretti e continui con la Direzione generale della BNS, ma non intende interferire nella sua funzione decisionale e di responsabilità in materia di politica monetaria e finanziaria.

Politica fiscale (Dipartimento federale delle finanze)

Nel quadro della politica di crescita, il Consiglio federale propone costantemente dei possibili miglioramenti delle condizioni quadro dell'economia e ricorda che, in materia di politica fiscale, sono già state adottate le misure seguenti sotto la direzione del Dipartimento federale delle finanze (DFF).

  • Proseguimento del tasso ridotto dell'imposta sul valore aggiunto (IVA) per il settore alberghiero (misura favorevole al turismo)
  • Rafforzamento della stabilità del settore finanziario (Too big to fail)
  • Seconda riforma dell'imposizione delle imprese
  • Riforma dell'IVA

Politica economica (Dipartimento federale dell'economia)

Il Consiglio federale ha aumentato i mezzi finanziari per Svizzera Turismo. Per quanto riguarda l'industria d'esportazione e il turismo, il Dipartimento federale dell'economia (DFE) ha presentato complessivamente i seguenti messaggi e le seguenti misure:

  • Assicurazione contro i rischi delle esportazioni (ASRE): prolungamento della durata di alcuni prodotti supplementari che facilitano il finanziamento delle esportazioni.
  • Piazza turistica nazionale 2012-2015: mezzi finanziari supplementari per Svizzera Turismo per il 2011 e il 2012.
  • Promozione delle esportazioni 2012-2015: proseguimento di una promozione delle esportazioni incisiva, con l'obiettivo di sostenere le PMI che esportano nei mercati internazionali.
  • Accordi di libero scambio: proseguimento di una politica attiva tramite negoziati con gli Stati BRIC (Cina, India e Russia) e i Paesi emergenti più dinamici, e firma di un accordo di libero scambio con Hong Kong.

Le misure seguenti già adottate rafforzano la piazza economica in generale:

  • Commissione per la tecnologia e l'innovazione (CTI): mezzi finanziari supplementari per il 2011 e il 2012.
  • Strategia e-government Svizzera
  • Sgravio amministrativo tramite l'adozione di 120 misure
  • Politica di crescita 2008-2011

Nella prossima legislatura il DFE proseguirà gli sforzi intrapresi e proporrà nuove misure per rafforzare la competitività della piazza economica.

Misure inadeguate

Il Consiglio federale respinge invece categoricamente le misure inefficaci o controproducenti per l'economia svizzera quali ad esempio il controllo dei flussi di capitale, l'adozione di  tassi negativi, l'abbassamento temporaneo dell'imposta sul valore aggiunto per il settore alberghiero e l'industria d'esportazione, nonché le misure di natura protezionistica nell'attribuzione degli appalti pubblici.

Per quanto concerne la riduzione mirata dell'aliquota dell'imposta sull'utile per le imprese che esportano o le sovvenzioni dirette all'industria d'esportazione (quali i regimi di cambio duali, la copertura del rischio di cambio a condizioni vantaggiose) il governo ritiene che le conseguenze negative a lungo termine per l'economia e la politica economica superino di gran lunga i profitti a breve termine che gli imprenditori potrebbero ricavarne, pertanto anche tali misure devono essere respinte. Pertanto, anche tali misure devono essere respinte.

Il Consiglio federale segue con attenzione l'evolversi della situazione economica e in caso di peggioramento sarà necessario discutere sulle misure da adottare. Il Consiglio federale ha dimostrato che, nel caso di una grave crisi come quella del 2008-2009, è in grado di attuare le misure ad hoc.

Indirizzo cui rivolgere domande:

Peter Moser, consulente SG-DFE per l‘economia, tel. 031 32 22014

Aymo Brunetti, capo della Direzione della politica economica, SECO, tel. 031 322 21 40

Roland Meier, portavoce DFF, 031 322 60 86

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