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Franco forte: primi risultati relativi alla trasmissione dei vantaggi all’acquisto

Berna, 06.07.2011 - Il Consiglio federale è stato informato oggi dal Dipartimento federale dell’economia (DFE) sui primi risultati emersi dall’indagine volta ad appurare in che misura le imprese beneficiano, grazie al franco forte, di vantaggi all’acquisto e se li trasmettono ai consumatori. Il DFE giunge alla conclusione che già all’importazione i prezzi reagiscono in modo divergente e spesso moderato all’evoluzione dei tassi di cambio e dei prezzi alla produzione. La trasmissione degli utili realizzati grazie ai minori prezzi all’importazione deve ancora essere analizzata in modo approfondito. Il DFE intende promuovere la trasparenza e individuare eventuali campi problematici.

Le indagini avviate dal DFE all'inizio dell'anno nel contesto delle discussioni sul franco forte devono rispondere a due domande: I prezzi all'importazione reagiscono ai tassi di cambio delle rispettive valute estere? Gli eventuali utili che le imprese realizzano, grazie al franco forte, all'importazione dei beni economici di cui necessitano vengono trasmessi ai consumatori finali?

I primi risultati evidenziano che i prezzi all'importazione reagiscono soltanto in maniera moderata ai vantaggi d'acquisto nell'eurozona. Il grado in cui gli utili di cambio vengono trasmessi ai consumatori varia fortemente da prodotto a prodotto. Talvolta si registra anche una reazione differita nel tempo. Nei prossimi mesi saranno dunque da attendersi lievi adeguamenti di prezzo in risposta alle scorse evoluzioni dei tassi di cambio.  

Al momento non è ancora possibile rispondere in termini generici alla domanda di cui sopra, ossia in che misura i consumatori beneficiano di riduzioni di prezzo, sempre ammesso che ve ne siano. Occorre dapprima considerare ulteriori fattori d'influenza, tra cui quello dei prezzi regolamentati nel settore farmaceutico. Anche gli aumenti di prezzo dovuti all'andamento congiunturale positivo potrebbero esercitare un influsso, come nel caso dei prodotti tessili e dell'abbigliamento. Da un'indagine condotta recentemente dalla Banca nazionale svizzera (BNS) è emerso che, a medio termine, la quota di trasmissione dei vantaggi all'acquisto tra il livello di importazione e quello del consumo è elevata.

Oli minerali e automobili: due esempi agli antipodi

Sulla base di considerazioni puramente statistiche, la trasmissione dei vantaggi all'acquisto di oli minerali e prodotti derivati è di gran lunga la migliore. Nel caso delle automobili, per contro, si registra un cosiddetto «pricing to the market» del tutto svincolato dall'evoluzione dei prezzi nel Paese produttore e dall'andamento dei tassi di cambio. Il fattore determinante in questo caso è l'evoluzione del potere d'acquisto nel Paese d'esportazione.

In sintonia con la percezione dei consumatori, i prezzi all'importazione di molti altri gruppi di prodotti rispecchiano soltanto limitatamente l'andamento dei prezzi alla produzione e dei tassi di cambio. Di recente si avverte un'evoluzione singolare dei prezzi dei prodotti tessili, d'abbigliamento, di pelletteria nonché delle calzature, beni per i quali l'indice nazionale dei prezzi al consumo denota una continua tendenza al rialzo.

Più avvantaggiate le imprese rispetto alle economie domestiche

Le imprese beneficiano maggiormente dei vantaggi d'acquisto nell'eurozona rispetto ai consumatori finali, soprattutto se i beni in questione sono materie prime. Un motivo per cui l'evoluzione dei prezzi al consumo dipende in misura minore dalla forza del franco risiede anche nel fatto che soltanto un terzo dell'indice dei prezzi al consumo è costituito da prodotti d'importazione.

L'analisi evidenzia inoltre che nel 2009 i vantaggi all'acquisto dovuti al franco forte sono stati trasmessi ai consumatori in misura pressoché identica a quanto avvenuto in altre fasi, caratterizzate da un apprezzamento o da un deprezzamento del franco rispetto all'euro. Nel raffronto internazionale, la Svizzera figura attualmente tra i Paesi in cui il grado di trasmissione ai consumatori delle oscillazioni dei tassi di cambio si situa tendenzialmente al di sotto della media.

Indirizzo cui rivolgere domande:

Aymo Brunetti, capo della Direzione della politica economica,
SECO, tel. 031 322 21 40

Pubblicato da

Il Consiglio federale
Internet: http://www.admin.ch/br/index.html?lang=it
Dipartimento federale dell'economia, della formazione e della ricerca
Internet: http://www.wbf.admin.ch
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http://www.seco.admin.ch/aktuell/00277/01164/01980/index.html?lang=it