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La Svizzera intende sostenere mediante un contributo complessivo di un miliardo di franchi la realizzazione di progetti e programmi concreti nei dieci nuovi Stati membri dell’UE. A tale scopo verranno assunti specifici impegni per un periodo di cinque anni. I versamenti effettivi fino alla conclusione dei progetti si estenderanno sull’arco di circa dieci anni. Il Consiglio federale prevede quindi che gli stanziamenti ammonteranno in media a 100 milioni di franchi all’anno. La Svizzera si assumerà i primi impegni probabilmente nel corso dell’anno prossimo.
Il finanziamento avverrà mediante compensazioni (tagli della spesa) effettuate in parti uguali dal DFAE e dal DFE. Nell’arco del periodo di versamento, i crediti ridotti dei due Dipartimenti saranno rifinanziati per il 40 per cento dal bilancio globale, sempre comunque rispettando il freno all’indebitamento e tenendo conto delle entrate previste e del limite delle spese.
Le compensazioni saranno realizzate senza decurtazioni dell’aiuto allo sviluppo per i paesi del Terzo mondo. Subirà una conseguente riduzione l’aiuto ai paesi dell’ex blocco comunista. Il rifinanziamento avverrà mediante entrate supplementari e mediante una riduzione delle uscite nei preventivi correnti.
La Svizzera trae vantaggio sia sul piano politico (sicurezza e stabilità) che economico (apertura di mercati in crescita) dal recente allargamento dell’UE. Per questo, Confederazione e Parlamento intendono contribuire, in uno spirito di solidarietà, al superamento delle disparità economiche e sociali nell’UE allargata. Il contributo svizzero è inoltre decisivo per garantire a lungo termine buone relazioni con l’UE e per tutelare gli interessi svizzeri sulla strada dei bilaterali.