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La grande sfida del franco forte per l’economia

L’economia svizzera si appresta a raccogliere grandi sfide dopo l’abbandono del tasso minimo di cambio con l’euro. Il dibattito ferve anche nel mondo politico: è necessario migliorare le condizioni quadro e alleggerire gli oneri delle imprese per rafforzare la piazza economica e garantire i posti di lavoro. Per il Consiglio federale, tuttavia, non è necessario avviare un programma congiunturale, come ha ribadito il 1° luglio 2015 nel corso di una nuova analisi riguardante il franco forte.

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Il tasso minimo della Banca nazionale svizzera (BNS) era un importante ed efficace strumento, comunque limitato nel tempo, che offriva alle imprese svizzere una sicurezza a livello di pianificazione. Il Consiglio federale sostiene gli sforzi della BNS per normalizzare la situazione.

Il 21 gennaio 2015 il Consiglio federale ha svolto una prima analisi della situazione e ha incaricato il DEFR, insieme al DFF, di stendere periodicamente un rapporto. Sulla base di questi rapporti, il Consiglio federale ha svolto da allora due ulteriori analisi situazionali il 15 aprile e il 1° luglio.

A fine gennaio, il consigliere federale Johann N. Schneider-Ammann ha convocato la prima tavola rotonda con le parti sociali. Riunitisi a fine febbraio, i vertici dell'Unione degli imprenditori, dell'Unione delle arti e mestieri, dell'Unione sindacale svizzera, di Economiesuisse e Travail Suisse hanno tracciato insieme l'orientamento da seguire per garantire i posti di lavoro. In occasione della tavola rotonda tenutasi il 19 febbraio con i rappresentanti dell'economia è stato discusso un decalogo dei campi di attività prioritari, ad esempio il rafforzamento del partenariato sociale e del mercato del lavoro flessibile, lo sgravio amministrativo e un miglior accesso al mercato grazie ai bilaterali e ai nuovi accordi di libero scambio. Alla seconda tavola rotonda dell'economia sul franco forte i rappresentanti delle imprese e delle associazioni hanno rinnovato la richiesta al mondo politico di migliorare le condizioni quadro in modo chiaro e netto e, in particolare, di frenare la burocrazia.

Dal 27 gennaio, inoltre, le imprese hanno la possibilità di chiedere l'indennità per lavoro ridotto motivandola con l'apprezzamento del franco. Dispongono quindi di uno strumento supplementare finalizzato a garantire i posti di lavoro. In più, la Commissione per la tecnologia e l'innovazione rafforza il suo sostegno all'innovazione esonerando dal contributo in contanti, da metà agosto 2015, le PMI esportatrici che presentano una domanda per un progetto di ricerca e sviluppo. In tal modo verranno sgravate le imprese che si trovano in una situazione di particolare difficoltà a causa del franco forte. Il settore dei politecnici federali accelera i propri progetti per rafforzare il trasferimento di sapere e tecnologia, aumentare le offerte di formazione continua e intensificare la collaborazione.

Il 16 giugno 2015 il gruppo di esperti della Confederazione ha pubblicato le sue nuove previsioni primaverili, le quali hanno sostanzialmente confermato la previsione del 19 marzo. Queste le principali constatazioni:

Stando ai dati attuali, in Svizzera potrebbe verificarsi una temporanea flessione congiunturale. Nel contesto attuale non si prospettano gravi conseguenze di una decelerazione, ovvero un forte calo dell'attività economica e un'impennata della disoccupazione. Di conseguenza, la crescita prevista del PIL è del +0,8% nel 2015 e del +1,6% nel 2016, con un lieve aumento del tasso di disoccupazione. Benché il rallentamento generale della congiuntura sia moderato, attualmente alcuni settori o singole imprese devono far fronte a grosse difficoltà in termini di competitività dei prezzi.

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