Associazione europea di libero scambio (AELS)
L’Associazione europea di libero scambio (AELS) venne costituita nel 1960 con la firma della Convenzione di Stoccolma. L’obiettivo originario era l’eliminazione dei dazi doganali sui prodotti industriali scambiati tra i suoi Stati membri. Oggi l’AELS funge da piattaforma centrale per la negoziazione congiunta di accordi di libero scambio.

Informazioni sull'accordo di libero scambio
Attualmente gli Stati membri dell’AELS sono Islanda, Liechtenstein, Norvegia e Svizzera. A differenza dell’UE, l’AELS non è un’unione doganale. Ciò significa che i singoli Stati membri possono fissare autonomamente le proprie tariffe doganali e adottare altre misure di politica commerciale estera nei confronti degli Stati non membri dell’AELS (Paesi terzi).
L’Islanda, il Liechtenstein e la Norvegia fanno anche parte dell’accordo sullo Spazio economico europeo (accordo SEE). Per attuare gli impegni che ne derivano sono state istituite un’Autorità di sorveglianza e una Corte di giustizia SEE.
Fin dagli anni ’90 gli Stati membri utilizzano l’AELS come piattaforma per la negoziazione congiunta di accordi di libero scambio (ALS) con Paesi terzi non appartenenti all’UE.
Convenzione AELS
L’Associazione europea di libero scambio (AELS) venne costituita nel 1960 con la firma della Convenzione di Stoccolma (Convenzione AELS). Gli Stati firmatari erano Austria, Danimarca, Norvegia, Portogallo, Regno Unito, Svezia e Svizzera. In un secondo momento vi hanno aderito anche l’Islanda (1970), la Finlandia (1986) e il Liechtenstein (1991). Più tardi, dopo aver aderito all’UE, Austria, Danimarca, Finlandia, Gran Bretagna, Portogallo e Svezia hanno cessato di essere membri dell’AELS. Ad oggi i membri dell’Associazione sono quindi Islanda, Liechtenstein, Norvegia e Svizzera.
Con la Convenzione di Stoccolma, gli Stati dell’AELS hanno instaurato tra di loro un’area di libero scambio per la circolazione delle merci ai sensi dell’articolo XXIV dell’Accordo generale sulle tariffe doganali e sul commercio (GATT). Per diverso tempo le relazioni reciproche erano limitate allo scambio di beni industriali. La Convenzione è poi stata integrata da un accordo di integrazione economica per il settore dei servizi ai sensi dell’articolo V dell’Accordo generale sul commercio dei servizi (GATS).
Il 21 giugno 2001 Islanda, Liechtenstein, Norvegia e Svizzera hanno firmato a Vaduz un accordo per il rinnovo della Convenzione AELS.
Con questo accordo, il testo costitutivo dell’AELS del 1960 è stato completamente rielaborato. La Convenzione AELS riveduta instaura tra gli Stati membri rapporti giuridici paragonabili a quelli previsti dai sette accordi settoriali del 1999 con l’UE. Tra la Svizzera e gli altri Stati dell’AELS vige ad esempio la libera circolazione delle persone (con norme speciali per la circolazione di persone tra Svizzera e Liechtenstein). Con l’accordo di Vaduz, inoltre, la Convenzione AELS è stata integrata da norme sugli scambi di servizi, sui movimenti di capitali e sulla protezione della proprietà intellettuale.
L’accordo che modifica la Convenzione AELS è entrato in vigore il 1° giugno 2002 contemporaneamente ai sette accordi settoriali tra Svizzera e UE del 1999. Da allora è stata regolarmente modificata, sopratutto per tener conto dell’evoluzione delle relazioni bilaterali tra Svizzera e UE (modifica degli accordi settoriali bilaterali del 1999, eventuali nuovi accordi). L’obiettivo è sviluppare il più parallelamente possibile le relazioni degli Stati dell’AELS tra di loro e con l’UE (accordi settoriali bilaterali tra Svizzera e UE, Convenzione AELS, SEE).
Politica AELS nei confronti di Paesi terzi
Sin dall’inizio degli anni ‘90 gli Stati dell’AELS negoziano insieme accordi di libero scambio con Paesi terzi non appartenenti all’UE. In una prima fase si è trattato di evitare ogni discriminazione nei confronti dell’UE, che stava creando un’area di libero scambio paneuropea con una serie di «accordi europei». In questa fase la priorità è stata data alla conclusione di accordi con Paesi dell’Europa centrale e orientale. A metà degli anni ‘90 l’AELS si è poi orientata verso i Paesi del bacino mediterraneo con l’obiettivo di partecipare alla zona di libero scambio euro-mediterranea prevista dal processo di Barcellona dell’UE. Gli Stati dell’AELS hanno quindi contribuito a promuovere la cooperazione economica euro-mediterranea.
Vista la crescente importanza degli accordi di libero scambio nel contesto dell’economia globale, l’AELS ha iniziato alla fine degli anni ‘90 a estendere la sua politica di libero scambio a potenziali partner di tutto il mondo. Gli Stati dell’AELS sono stati tra i primi in Europa a intessere relazioni di libero scambio con Paesi asiatici. Ad oggi l’AELS vanta una rete di 35 ALS e ne sta preparando o negoziando altri.
L’Associazione ha inoltre stipulato dichiarazioni di cooperazione con diversi Paesi terzi. Queste prevedono di norma l’istituzione di un Comitato misto che si riunisce ogni 12-24 mesi e possono sfociare in un momento futuro nell’avvio di negoziati di libero scambio.
Nella negoziazione e applicazione degli ALS e delle dichiarazioni di cooperazione, gli Stati dell’AELS sono coadiuvati da un segretariato.
Spazio economico europeo
Fin dall’inizio uno degli obiettivi dell’AELS era quello di disciplinare i rapporti con l’UE (allora CEE). Una prima tappa importante è stata raggiunta nel 1972, quando ogni Stato dell’AELS ha concluso con la CEE un accordo di libero scambio.
A partire dalla metà degli anni ‘80 è aumentato il grado d’integrazione economica all’interno dell’UE soprattutto grazie all’attuazione del programma sul mercato unico (realizzazione delle quattro libertà: libera circolazione di persone, merci, servizi e capitali). Intenzionati a partecipare il più possibile al mercato comunitario, gli Stati dell’AELS hanno negoziato con l’UE l’accordo sullo Spazio economico europeo (SEE), poi ratificato da tutti, ad eccezione della Svizzera. Poco dopo Austria, Finlandia e Svezia hanno aderito all’UE a pieno titolo. L’adesione della Svizzera allo SEE era invece stata respinta in votazione popolare nel 1992. Da allora, la Svizzera ha negoziato una serie di accordi bilaterali settoriali con l’UE. Le parti all’accordo SEE sono attualmente i 27 Stati dell’UE unitamente a Norvegia, Islanda e Liechtenstein (i cosiddetti Stati AELS dello SEE).
L’accordo SEE viene regolarmente adeguato in base all’evoluzione del diritto comunitario pertinente (cosiddetto «acquis comunitario»). In qualità di membro dell’AELS, la Svizzera ha lo status di osservatore nel pilastro AELS dello SEE. Ciò le consente di seguire da vicino lo sviluppo del diritto SEE e dell’UE (acquis comunitario).
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