L'Organizzazione Internazionale del Lavoro e la Svizzera
La Svizzera è rappresentata presso l'Organizzazione internazionale del lavoro (OIL) dal SECO. L’Organizzazione Internazionale del lavoro (OIL), fondata nel 1919, riunisce 187 Stati membri e occupa un posto centrale nella Ginevra internazionale. Si tratta dell’unica organizzazione tripartita delle Nazioni Unite. I governi, le organizzazioni dei datori di lavoro e dei lavoratori elaborano insieme norme internazionali, definiscono politiche e concepiscono programmi volti a promuovere il lavoro dignitoso, la giustizia sociale e i diritti fondamentali sul lavoro.

Il ruolo della Svizzera
La Svizzera svolge un ruolo attivo in questo ambito. Ha ratificato 62 convenzioni, tra cui otto convenzioni fondamentali sulla libertà sindacale, la non discriminazione, l’abolizione del lavoro forzato e il lavoro minorile. La SECO garantisce un monitoraggio regolare della loro applicazione, presentando relazioni all’OIL.
Il dipartimento DAIN della SECO (Affari internazionali del lavoro) coordina la partecipazione della Svizzera all’OIL e assicura il segretariato della Commissione federale tripartita, incaricata di esaminare i lavori dell’OIL, le convenzioni e la loro attuazione. Insieme alle parti sociali, il Governo svizzero ha definito una strategia di impegno della Svizzera in seno all’OIL per promuovere la giustizia sociale.
I principi e i diritti fondamentali nel mondo del lavoro
Dieci convenzioni dell’OIL sono riconosciute come fondamentali, poiché concretizzano i principi e i diritti fondamentali nel mondo del lavoro: libertà sindacale, contrattazione collettiva, abolizione del lavoro forzato e del lavoro minorile, parità di trattamento e protezione della salute e della sicurezza sul lavoro. Tutti gli Stati membri dell’OIL si impegnano a rispettare, promuovere e attuare questi principi, anche senza aver ratificato le convenzioni corrispondenti.
Tale obbligo deriva dalla Dichiarazione dell’OIL sui principi e i diritti fondamentali nel lavoro, adottata nel 1998 e aggiornata nel 2022. Essa mira a garantire che il progresso sociale accompagni lo sviluppo economico e funga da riferimento internazionale per una condotta responsabile delle imprese. Questi principi sono ormai integrati in diversi quadri globali, in particolare la Dichiarazione tripartita sulle imprese multinazionali, le Linee guida delle Nazioni Unite su imprese e diritti umani, le Linee guida dell'OCSE per le imprese multinazionali, nonché il Patto mondiale delle Nazioni Unite.
Il sistema di controllo dell'OIL
La Conferenza internazionale del lavoro adotta convenzioni e raccomandazioni internazionali. Le convenzioni diventano vincolanti quando uno Stato le ratifica, mentre le raccomandazioni orientano le politiche senza avere valore obbligatorio. Il loro controllo è assicurato da un sistema unico che riunisce governi, datori di lavoro e lavoratori.
Questo sistema si basa su tre tipi di procedure complementari. Il controllo periodico esamina le relazioni che gli Stati presentano periodicamente sull’attuazione delle convenzioni ratificate. Tali relazioni vengono valutate da una commissione di esperti indipendenti e poi discusse da una commissione tripartita della Conferenza internazionale del lavoro. La procedura di reclamo consente alle organizzazioni dei datori di lavoro o dei lavoratori di segnalare che uno Stato non applica una convenzione che ha ratificato. La procedura di denuncia, più formale, può portare alla creazione di una commissione d’inchiesta indipendente quando viene denunciata una grave violazione. Infine, un meccanismo speciale tratta i reclami relativi alla libertà sindacale, anche se lo Stato interessato non ha ratificato le convenzioni pertinenti. Nel loro insieme, questi meccanismi incoraggiano un rispetto effettivo e progressivo delle norme internazionali del lavoro.
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