Prese di posizione su articoli nei media
Questa pagina riassume le risposte ufficiali della SECO in merito ad alcuni articoli nei media che contengono informazioni imprecise o che potrebbero essere malinterpretate. L’obiettivo è quello di chiarire i fatti, correggere gli errori e contribuire a un’informazione trasparente in merito ai temi rilevanti del suo ambito d’attività.

In base a quali criteri gli Stati Uniti inseriscono la Svizzera in una lista dei Paesi con «pratiche commerciali sleali»?
Il 20 febbraio 2025 il ministero del commercio statunitense (Office of the United States Trade Representative, USTR) ha pubblicato un avviso nella gazzetta ufficiale americana (Federal Register) invitando a commentare entro l’11 marzo 2025 il memorandum di politica commerciale America First e il memorandum esecutivo sul commercio e le tariffe reciproche. In conformità con questi memorandum, l’USTR invita la società civile a formulare commenti, Paese per Paese, al fine di aiutare il ministro del commercio USA a esaminare e identificare qualsiasi pratica commerciale sleale (unfair trade practice) da parte di altri Paesi, e a intraprendere tutte le azioni necessarie per indagare su eventuali pregiudizi causati agli Stati Uniti da qualsiasi accordo commerciale non reciproco. Si tratta quindi di una consultazione e non di un elenco definitivo. In questo contesto, all’USTR interessa in particolare ricevere informazioni sulle grandi nazioni, come i Paesi del G20, nonché sulle economie che presentano i maggiori deficit commerciali di beni con gli Stati Uniti, in particolare Arabia Saudita, Argentina, Australia, Brasile, Canada, Cina, Corea, India, Indonesia, Giappone, Malaysia, Messico, Regno Unito, Russia, Sudafrica, Svizzera, Taiwan, Thailandia, Turchia, Unione europea e Vietnam. Questi Paesi rappresentano l’88% della totalità di scambi di beni con gli Stati Uniti. Le relazioni commerciali bilaterali con la Svizzera sono pertanto oggetto di un’analisi alla stregua degli altri Paesi; la Svizzera non figura in una lista nera.
Come e quando la Svizzera è stata informata che figura sulla lista?
La Svizzera è stata consultata tramite l’avviso del 20 febbraio 2025 ed esprimerà un parere in quest’ambito.
Avete protestato presso gli Stati Uniti contro questa decisione?
La Svizzera risponderà a questa consultazione, rammentando in particolare che la Svizzera e gli Stati Uniti sono partner naturali. La Svizzera persegue una politica economica, monetaria, fiscale e commerciale autonoma. Gli Stati Uniti e la Svizzera valorizzano entrambi la libertà economica, lo spirito imprenditoriale, una regolamentazione ragionevole e una politica economica basata sul mercato. Le nostre comunità imprenditoriali hanno legami profondi. Non adottiamo una regolamentazione eccessiva. Non abbiamo tasse o sussidi discriminatori. Per questi motivi molte aziende americane si stabiliscono in Svizzera, tra l’altro per il mercato europeo. Le aziende svizzere creano posti di lavoro negli Stati Uniti, danno lavoro a più di 400 000 persone negli Stati Uniti e versano ottime retribuzioni, in media più di 131 000 dollari all’anno. Le nostre aziende ci dicono spesso che vogliono investire ancora di più negli Stati Uniti, anche nel comparto produttivo industriale. È bene ricordare che siamo il sesto investitore negli Stati Uniti e il primo in termini di ricerca e sviluppo. Molti investimenti sono dedicati alla produzione di alta tecnologia.
Per ragioni storiche ed economiche, il nostro Paese ospita quattro delle più importanti raffinerie d'oro al mondo. Le grandi quantità di oro importate in Svizzera possono essere raffinate e poi riesportate, trasformate, per esempio, dai produttori di orologi o stoccate in banca. In termini di valore, l'oro è la prima merce sia per importazioni che per esportazioni. A livello internazionale, la Svizzera è tra i primi tre importatori mondiali di oro.
I media nazionali e internazionali trattano regolarmente l'importante ruolo della Svizzera nella raffinazione e nel commercio di oro a livello mondiale. Tuttavia, spesso gli importi citati sono errati: infatti, non è vero che «i 2/3 (o il 70 %) dell'oro mondiale sono raffinati in Svizzera»: le sedi svizzere gestiscono circa il 34 % dell'oro totale raffinato nel mondo.
A livello mondiale vengono estratte legalmente ogni anno circa 3500 tonnellate di oro, il cosiddetto «oro minerario» (Fonte: Gold Demand & Supply by Country | World Gold Council). A ciò si aggiunge la trasformazione dell'oro già raffinato, sotto forma di lingotti o oro riciclato (vecchi gioielli, oro industriale, monete) per un totale di 1200 tonnellate. Complessivamente, nel 2023 la produzione di oro nel mondo è stata di circa 4700 tonnellate, 1600 delle quali, stando ai dati dell’associazione svizzera cui fa capo il settore della raffinazione, vengono raffinate ogni anno nel nostro Paese.
In conclusione, le raffinerie svizzere gestiscono circa il 34 % della quantità totale di oro raffinato nel mondo (1600/4700); per quanto riguarda l'oro da attività estrattiva, la Svizzera ne raffina circa 400-550 tonnellate all'anno, ovvero tra l'11 e il 16 % della quantità totale a livello mondiale (400-550/3500).
Va inoltre notato che l'Ufficio federale della dogana e della sicurezza dei confini pubblica ogni mese sulla pagina Oro, argento e monete (admin.ch) le statistiche relative alle quantità di oro importate, suddivise tra oro minerario, oro per la raffinazione o l’ulteriore trasformazione e oro per altri usi (stoccaggio). Le quantità di oro indicate in Swiss-Impex (quantità in kg) sono da considerare dati grezzi.