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Votazione sulla modifica della legge federale sul materiale bellico

Il 19 dicembre 2025 il Parlamento ha modificato la legge federale sul materiale bellico. La modifica intende permettere al Consiglio federale di reagire adeguatamente alle nuove sfide che si pongono oggi alla Svizzera in materia di politica di sicurezza e di politica estera, in un contesto geopolitico fortemente deterioratosi negli ultimi anni. Contro la modifica è stato chiesto il referendum: il Popolo si pronuncerà alle urne il 29 novembre 2026.

Due persone si recano alle urne

Il 29 settembre 2026 il Presidente della Confederazione ha lanciato, a nome del Consiglio federale, la campagna di votazione sulla modifica della legge federale sul materiale bellico:

Il progetto

La legge federale sul materiale bellico stabilisce le condizioni alle quali armi, sistemi d'arma e componenti di armi possono essere esportati. Per esempio, un'esportazione non è autorizzata se il Paese destinatario è implicato in un conflitto armato o viola i diritti dell'uomo. È esclusa anche quando esiste il rischio che il materiale bellico sia impiegato contro la popolazione civile o sia trasferito senza consenso.

I diversi conflitti degli ultimi anni hanno significativamente deteriorato la situazione della sicurezza, anche in Europa. Affinché il Consiglio federale possa reagire adeguatamente alle nuove sfide, il Parlamento ha deciso di modificare le condizioni per l'esportazione di materiale bellico:

  • il materiale bellico potrà essere fornito a uno Stato partner (cfr. allegato 2 dell'ordinanza sul materiale bellico) implicato in un conflitto armato, a condizione che ciò sia compatibile con la neutralità e con gli interessi di politica estera o di sicurezza della Svizzera;
  • il Consiglio federale potrà derogare ai criteri di autorizzazione, ma soltanto in presenza di circostanze straordinarie e se necessario per salvaguardare gli interessi della Svizzera;
  • gli Stati che acquistano materiale bellico svizzero non saranno più obbligati, in tutti i casi, a chiedere il consenso della Svizzera prima di trasferirlo a un altro Paese. La Svizzera continuerà tuttavia a esigere tale consenso, mediante la dichiarazione di non riesportazione, ogniqualvolta lo impongano motivi di politica estera, di politica della neutralità o di politica di sicurezza. Gli impegni già assunti per il materiale bellico fornito in precedenza rimangono validi.

Come già avviene oggi, tutte le autorizzazioni di esportazione dovranno continuare a essere compatibili con il diritto della neutralità, con i diritti dell'uomo e con gli altri impegni internazionali della Svizzera.

Contro queste modifiche è stato chiesto il referendum, motivo per cui il progetto è posto in votazione.

Argomenti del comitato referendario

Secondo il comitato referendario, la legge sul materiale bellico verrebbe indebolita poiché si consentirebbe l’esportazione di armi verso regimi totalitari coinvolti in guerre o che violano sistematicamente i diritti umani. Inoltre, abolendo le dichiarazioni di non riesportazione, la Svizzera perderebbe ogni forma di controllo, motivo per cui non solo i regimi totalitari, ma anche le organizzazioni terroristiche potrebbero procurarsi nuovamente armi svizzere.

La posizione del Consiglio federale e del Parlamento

Come dimostra l'attualità, il rischio di conflitti armati è aumentato. Anche gli Stati europei, verso i quali è diretto oltre l'80 per cento delle esportazioni svizzere di materiale bellico, potrebbero essere coinvolti in conflitti di questo tipo. La modifica della legge federale sul materiale bellico garantisce che gli Stati partner della Svizzera, qualora il diritto della neutralità lo consenta, possano essere riforniti di materiale bellico anche in caso di conflitto e trasferire il materiale acquistato in Svizzera.

In tempi di crisi le industrie degli armamenti approvvigionano dapprima il proprio Paese. Chi non ha nulla da offrire non ha nulla da chiedere. Se la Svizzera vuole essere rifornita il giorno in cui ne avrà bisogno, deve offrire a sua volta materiale bellico e rimanere inserita nelle catene internazionali di creazione del valore. È a questa condizione che può mantenere un'industria degli armamenti competitiva – non come fine a sé stante, ma perché la sua sicurezza ne dipende.

La modifica di legge rafforza così la sicurezza della Svizzera, poiché ne consolida la posizione negoziale sul mercato degli armamenti. Questo aspetto è tanto più importante in quanto il nostro Paese, essendo neutrale, non fa parte di alcuna alleanza difensiva.

Per tutte queste ragioni, il Consiglio federale e il Parlamento raccomandano di accettare la modifica della legge federale sul materiale bellico.

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