Relazioni economiche bilaterali

Al servizio della politica economica esterna della Svizzera

La Svizzera è una piccola economia aperta. Essa beneficia del commercio internazionale di beni e servizi nonché di investimenti all’estero. È pertanto fondamentale intrattenere buone relazioni politico-economiche con gli altri Paesi. Il campo di prestazioni Relazioni economiche bilaterali promuove tali relazioni e rappresenta gli interessi di politica economica e commerciale della Svizzera nei confronti dell’estero. A tale scopo si basa sull’orientamento strategico della politica economica esterna della Svizzera stabilito dal Consiglio federale nel 2004.Il campo di prestazioni Relazioni economiche bilaterali è inoltre responsabile dei controlli all’esportazione per il materiale bellico e i cosiddetti beni a duplice impiego, ossia i beni che possono essere usati sia a scopo militare che civile. Istituisce però anche misure coercitive per l’applicazione delle sanzioni dell’ONU, dell’OSCE o dei nostri principali partner commerciali.

I Servizi bilaterali dei Paesi

Il nostro lavoro è volto ad ampliare e a consolidare la rete di relazioni politico-economiche della Svizzera con l’estero. Siamo responsabili di quattro unità geografiche organizzative che includono le seguenti regioni: America, Europa e Asia centrale, Medio Oriente e Africa nonché Asia e Oceania. Siamo il punto di contatto e di coordinamento all’interno della SECO e siamo regolarmente in contatto con vari uffici governativi esteri, con le ambasciate svizzere all’estero e con le ambasciate estere in Svizzera. Organizziamo incontri tra esperti dell’amministrazione svizzeri ed esteri per la trattazione di questioni tecniche.La politica economica esterna è anche una politica di difesa degli interessi in quanto influenza direttamente le condizioni quadro grazie alle quali le imprese svizzere possono beneficiare dei mercati esteri. È quindi fondamentale curare i contatti con le associazioni economiche, le camere di commercio e le imprese svizzere nel nostro Paese e all’estero. Raccogliamo inoltre informazioni su Paesi o regioni ed elaboriamo misure per rafforzare la competitività dell’economia svizzera sui principali mercati esteri. Ci occupiamo però anche di questioni specifiche che si pongono per le imprese. Se un’impresa svizzera ci segnala un problema concreto con un governo estero, la sosteniamo e la consigliamo in collaborazione con le nostre rappresentanze diplomatiche in loco.Il capo del Dipartimento federale dell’economia, della formazione e della ricerca e il direttore della SECO si recano in missione ufficiale all’estero e ricevono regolarmente in Svizzera rappresentanti dei governi esteri. A noi spetta il compito di preparare, coordinare e seguire tali incontri in Svizzera e all’estero. Spesso sono invitati a parteciparvi anche rappresentanti dell’economia svizzera o vengono organizzate missioni economiche con questi ultimi. In tale contesto fungiamo quindi da «apripista» per la trasposizione di questioni rilevanti per l’economia svizzera sul piano politico internazionale e a livello istituzionale, tra l’altro nell’ambito di accordi economici bilaterali.

Controlli alle esportazioni

Il controllo della fabbricazione, degli scambi, della mediazione e del trasferimento (importazione, esportazione, transito) di materiale bellico e delle relative tecnologie garantisce il rispetto degli impegni internazionali della Svizzera e tutela i principi che guidano la sua politica estera. Le domande di esportazione sono valutate nell’ottica del mantenimento della pace, della sicurezza internazionale e della stabilità regionale, ma anche del rispetto dei diritti umani e degli sforzi compiuti dalla Svizzera nell’ambito della cooperazione allo sviluppo. Si tiene in considerazione anche la posizione di altri Paesi che partecipano alle misure internazionali di controllo delle esportazioni. I controlli all’esportazione sono efficaci solo se coordinati in un quadro più ampio possibile. La base di tali controlli è costituita dalla legge sul materiale bellico.Grazie alla sua industria altamente sviluppata, la Svizzera è uno dei principali esportatori di beni a duplice impiego (ad esempio macchine utensili di precisione ma anche prodotti chimici o apparecchiature da laboratorio). I controlli intendono impedire che tali beni siano utilizzati per produrre armi di distruzione di massa e che i loro sistemi vettori siano utilizzati in modo abusivo o contribuiscano all’armamento convenzionale di uno Stato, che diventa così una minaccia per la sicurezza regionale o globale. Alla base di tali controlli vi è la legge sul controllo dei beni a duplice impiego, che mette in atto le decisioni prese nell’ambito di convenzioni internazionali (ad es. la convenzione sulle armi chimiche) o i regimi internazionali di controllo non vincolanti cui la Svizzera ha aderito. In virtù di questa legge vengono controllati anche i beni d’armamento non contemplati dalla legge sul materiale bellico, come i velivoli d’esercitazione e i simulatori militari.

Sanzioni

Sempre più spesso in situazioni di conflitto sono adottate sanzioni nel rispetto del diritto internazionale e dei diritti umani fondamentali. Le misure coercitive non militari stabilite dal Consiglio di sicurezza dell’ONU, ad esempio le restrizioni finanziarie e commerciali, hanno per la Svizzera un carattere vincolante. Il Consiglio federale decide inoltre se il nostro Paese debba adottare le sanzioni prese dai suoi principali partner commerciali (in particolare l’UE) o dall’OSCE. Il nostro compito consiste nell’attuare in Svizzera tali sanzioni. La relativa base legale è costituita dalla legge sugli embarghi. Esempi di applicazione delle sanzioni ONU sono l’ordinanza che istituisce provvedimenti nei confronti di Al-Qaïda e dei Taliban e quella che istituisce provvedimenti nei confronti dell’Iran. Un esempio d’irrogazione autonoma di sanzioni secondo il modello dell’UE, è l’ordinanza che istituisce provvedimenti nei confronti del Myanmar (Birmania).

Ultima modifica 04.02.2016

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