Esportazione di materiale bellico nel 2008

Berna, 17.02.2009 - Nel 2008 la Svizzera ha esportato materiale bellico in 72 Paesi per un totale di 722 milioni di franchi (2007: 464,5), un importo che corrisponde a un aumento del 55,4% rispetto all’anno precedente e allo 0,33% delle esportazioni complessive di merci dell’economia svizzera nel 2008 (2007: 0,24%).

L’andamento dell’economia mondiale, che per i primi sei mesi dell'anno si attestava su trend positivi, e il conseguente aumento del volume delle esportazioni ha influito positivamente anche sulle esportazioni svizzere di materiale bellico che, con un aumento di 257,5 milioni di franchi, hanno fatto registrare nel 2008 un totale di 722,0 milioni di franchi.

Nel periodo di riferimento le maggiori consegne sono state la fornitura parziale di 11 apparecchi per la direzione del fuoco e di 24 cannoni per la difesa contraerea al Pakistan* per circa 110 milioni di franchi, nonché le forniture di 98 automezzi corazzati del tipo Piranha e Eagle, e relative componenti, a diversi Paesi tra cui Belgio, Brasile, Danimarca, Germania e Romania per un valore di circa 193 milioni di franchi. Le forze aeree svizzere hanno inoltre consegnato 18 aerei militari da addestramento e da combattimento del tipo Hawk Mk-88, con relativi pezzi di ricambio e munizioni, alle forze aeree finlandesi, per un totale di 30 milioni di franchi. Inoltre sono stati esportati sistemi di difesa antiaerea verso l’Arabia Saudita (2 apparecchi per la direzione del tiro e 4 cannoni per la difesa contraerea) del valore di circa 30 milioni di franchi.

Circa il 68% (2007: 83%) del materiale bellico esportato era destinato ai 25 paesi dell’allegato 2 dell’ordinanza concernente il materiale bellico (OMB) che partecipano ai quattro regimi internazionali di controllo delle esportazioni per i prodotti strategicamente sensibili (gruppo dei Paesi fornitori di prodotti nucleari, gruppo d’Australia, regime di controllo della tecnologia dei razzi, accordo di Wassenaar)**.

Suddividendole in base ai vari continenti, le esportazioni verso l’Europa rappresentano il 69% del totale (2007: 74%), quelle verso l’America il 6% (13%), verso l’Asia il 24% (13%), verso l’Africa lo 0,2 % (0,5%) e verso l’Australia lo 0,8% (0,5%).

I 5 maggiori importatori sono stati il Pakistan con esportazioni per un valore di 110 milioni di franchi, la Danimarca (84 milioni di franchi), la Germania (81 milioni di franchi), il Belgio (79 milioni di franchi) e la Gran Bretagna (circa 47 milioni di franchi).

Se suddivise secondo le categorie di materiale bellico riportate nell’allegato 1 OMB, le esportazioni hanno riguardato veicoli corazzati o loro componenti (cat. KM 6) in misura pari al 33%, munizioni e loro componenti per armi di ogni calibro (cat. KM 3) per il 20%, dispositivi per la regolazione del fuoco (cat. KM 5) per l’11% e aeromobili militari e loro componenti (cat. KM 10) per un valore del 7%. La percentuale relativamente alta del 20% per le armi di ogni calibro della categoria KM 2 è riconducibile all’inclusione in questa categoria dei cannoni per la difesa antiaerea. Il restante 9% è dato da altre sette categorie di materiale bellico, in particolare dalle categorie KM 1, KM 4, KM 7, KM 8 e KM 16.

Nell’anno in questione sono state inoltrate alla SECO 2'634 domande di esportazione (2007: 2'462). Di queste ne sono state accolte 2'613, per un valore pari a 1'479 milioni di franchi, mentre 21 domande (2007: 5) destinate a 10 (5) Paesi diversi sono state respinte; il loro valore complessivo sarebbe ammontato a 1,5 milioni di franchi (2007: 0,6). Si tratta, nello specifico, di quattro Paesi dell’Europa dell’Est, di tre Paesi asiatici e due africani, nonché di un Paese del Medio Oriente. Le domande respinte riguardavano principalmente armi da fuoco portatili e loro componenti (cat. KM 1), nonché munizioni e loro componenti (cat. KM 3).

La differenza tra il valore delle esportazioni effettive e il valore delle domande di esportazione autorizzate è dovuta al fatto che alcuni beni vengono esportati soltanto nell’anno successivo. Inoltre alcune autorizzazioni non vengono utilizzate per assenza della necessaria copertura finanziaria o perché, per altre ragioni, il cliente sospende o annulla l’ordine.

Nel 2008 gli esportatori hanno presentato 26 (49) domande di parere preliminare per sapere se, almeno in linea di principio, fosse possibile ottenere un'autorizzazione d'esportazione a favore di un cliente in un determinato Paese. 14 (20) di esse, riguardanti 11 (15) Paesi, hanno ottenuto una risposta negativa. Nello specifico, si tratta di due Paesi dell’Europa dell’Est, tre Paesi asiatici, quattro Paesi africani e di due Paesi sudamericani.

Con il suo rapporto sul controllo all’esportazione di armi leggere e di piccolo calibro, la Svizzera contribuisce a consolidare i tentativi a livello internazionale di conferire maggiore trasparenza al settore. Nell’ultimo anno è stata autorizzata l'esportazione di 11’333 armi leggere e di piccolo calibro. I principali acquirenti esteri sono aziende e industrie attive nel commercio di armi, e servizi di polizia. Nell’anno in questione sono state rilasciate 110 autorizzazioni per l’esportazione attraverso la Svizzera di armi leggere e di piccolo calibro, nonché delle relative componenti e accessori. In seguito sono state accolte due domande per il commercio di materiale bellico all’estero e una domanda di mediazione.

* Con la decisione del 14 novembre 2007 il Consiglio federale ha sospeso le autorizzazioni di esportazione verso il Pakistan e, di conseguenza, ogni ulteriore consegna di materiale bellico. A seguito dell’esito positivo delle elezioni parlamentari e della formazione di un nuovo governo, il Consiglio federale ha deciso, in data 2 aprile 2008, di interrompere la sospensione. Da allora non sono state concesse nuove autorizzazioni.
** Argentina, Australia, Austria, Belgio, Canada, Danimarca, Finlandia, Francia, Germania, Gran Bretagna, Grecia, Irlanda, Italia, Giappone, Lussemburgo, Norvegia, Nuova Zelanda, Paesi Bassi, Polonia, Portogallo, Repubblica Ceca, Spagna, Svezia, Ungheria, USA.


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Simon Plüss, SECO, Controlli all’esportazione / Materiale bellico, Tel. +41 (0)31 324 50 36



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Ultima modifica 14.09.2020

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