Inasprimento delle sanzioni nei confronti della Siria

Berna, 23.09.2011 - Il 23 settembre 2011 il Consiglio federale ha inasprito ulteriormente le sanzioni contro la Siria, vietando l’importazione, l’acquisto e il trasporto di petrolio e prodotti petroliferi provenienti da questo Stato. In tal modo la Svizzera aderisce ai provvedimenti varati il 2 settembre 2011 dall’Unione europea contro la Siria. Il nuovo testo dell’ordinanza entra in vigore il 24 settembre 2011.

Considerata la continua repressione della popolazione da parte delle forze armate e di sicurezza siriane, il Consiglio federale ha deciso di inasprire ulteriormente le sanzioni nei confronti di questo Stato.

D'ora in poi sarà proibito importare, acquistare e trasportare petrolio e prodotti petroliferi siriani. Sarà inoltre vietato mettere a disposizione mezzi finanziari, assicurazioni e riassicurazioni concernenti tali attività. I contratti già esistenti possono essere eseguiti fino al 15 novembre 2011, ma devono essere dichiarati alla Segreteria di Stato dell'economia (SECO). Con l'emanazione delle nuove disposizioni la Svizzera fa seguito ai provvedimenti varati il 2 settembre 2011 dall'UE nei confronti della Siria.

Gran parte delle esportazioni siriane di petrolio è destinata all'Unione europea. Già da anni la Svizzera non importa più petrolio e prodotti petroliferi da questo Stato; l'ultima importazione, per un totale di 4 milioni di franchi, risale al 2005. Di conseguenza, i nuovi divieti non si ripercuoteranno sul livello di approvvigionamento del nostro Paese.

Finora i provvedimenti a carico della Siria comprendevano un embargo per il materiale d'armamento, un divieto d'importazione per i beni utilizzati a scopi repressivi, nonché sanzioni finanziarie e restrizioni di viaggio nei confronti di 54 persone fisiche e 12 imprese ed organizzazioni. In seguito alle sanzioni finanziarie, sono stati congelati in Svizzera valori patrimoniali per un importo di circa 45 milioni di franchi.


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Ultima modifica 18.12.2020

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