Iniziativa sul personale qualificato: coordinare Confederazione, Cantoni e parti sociali e intensificare i loro sforzi

Berna, 21.05.2013 - La Confederazione, i Cantoni e le parti sociali intendono coordinare i loro sforzi per contrastare la carenza di personale specializzato e, se necessario, adottare misure supplementari. È questo l’orientamento promosso dai rappresentanti durante una tavola rotonda il 21 maggio 2013, alla quale sono stati invitati dal Consigliere federale Johann N. Schneider-Ammann.

L'economia svizzera manca di personale qualificato. Per affrontare questa situazione, nel 2011 il Dipartimento federale dell'economica, della formazione e della ricerca (DEFR) ha lanciato un'iniziativa sul personale qualificato, con l'obiettivo di sfruttare maggiormente il potenziale di manodopera specializzata disponibile nel nostro Paese in considerazione dello sviluppo demografico in Europa. Il rapporto di base elaborato a tale scopo è stato accolto favorevolmente dalle parti sociali. Partendo dai possibili campi d'azione citati in questo rapporto, il DEFR e la Conferenza dei Direttori Cantonali dell'Economia Pubblica (CDEP) ne hanno identificati quattro per far fronte alla carenza di manodopera qualificata:

  • specializzazione in funzione delle esigenze del mondo del lavoro
  • promozione delle innovazioni come risposta alla mancanza di personale qualificato sulla base di una maggiore produttività
  • creazione di condizioni adeguate per l'occupazione dei lavoratori anziani
  • miglioramento della conciliabilità fra vita familiare e professionale

All'inizio del 2013, il DEFR e la CDEP hanno proceduto all'inventario delle misure esistenti a livello federale e cantonale e valutato la situazione attuale nei quattro campi d'azione. Da una parte il risultato mostra che la Confederazione e i Cantoni hanno già lanciato un ampio ventaglio di misure per sopperire alla carenza di personale qualificato, dall'altra parte mette in evidenza la necessità di ulteriori sforzi per rafforzare le politiche esistenti e adottare in ogni campo d'azione i provvedimenti supplementari menzionati nel rapporto.

Dalla discussione tenutasi il 21 maggio è emerso che i partecipanti della tavola rotonda sono tutti concordi in merito alla situazione della manodopera specializzata e nell'affermare che i quattro campi d'azione individuati sono quelli giusti. Sostengono inoltre lo scambio riguardo alle misure in corso e a quelle previste. Ogni attore svolge un ruolo diverso. Da un lato, lo Stato (Confederazione e Cantoni) crea le condizioni quadro ideali per la promozione della manodopera specializzata e, come datore di lavoro, svolge una funzione esemplare. Dall'altro lato, le parti sociali, in qualità di rappresentanti del mondo del lavoro, si impegnano a rafforzare la disponibilità dei loro membri a promuovere il personale qualificato residente nel nostro Paese e a consolidarne l'occupazione mediante modelli flessibili.

Durante la tavola rotonda, la Confederazione, i Cantoni e le parti sociali si sono messi d'accordo sull'ulteriore procedura comune, per cui ogni attore definisce le misure da attuare nel suo ambito di competenza per combattere la carenza di personale qualificato. Tali misure sono coordinate tra di loro o si completano a vicenda, in modo da costituire una strategia coerente all'interno dei quattro campi d'azione che colmi le lacune riscontrate a livello di manodopera specializzata.

Nel suo ruolo di datore di lavoro, la Confederazione dà il buon esempio. In primo piano vi è la gestione delle generazioni, che deve permettere il proseguimento dell'attività lavorativa dei collaboratori oltre l'età ordinaria del pensionamento e migliorare la conciliabilità tra lavoro e famiglia. Inoltre, la Confederazione migliorerà le basi decisionali e le condizioni quadro per sfruttare al massimo il potenziale nazionale di professionisti qualificati e metterà a disposizione un sistema di indicatori relativo alla carenza di personale qualificato che servirà a orientare meglio i vari attori. I progressi delle misure già esistenti o di quelle appena lanciate saranno tenuti sotto controllo mediante un processo di monitoraggio.

I Cantoni continuano a impegnarsi in questo senso nel mercato del lavoro e nel settore della formazione. Per quanto concerne il mercato del lavoro, l'obiettivo è di incrementare la competitività dei lavoratori. I Cantoni si adoperano affinché questo impegno collettivo sia ottimizzato e migliorato qualitativamente. Nell'ambito dei loro contatti con le imprese, il sistema di formazione duale deve essere promosso come un fattore importante. Anche le aziende attive su scala mondiale devono essere motivate a contribuire alla sostenibilità del mercato del lavoro offrendo posti di formazione. Già nel 2011, nel settore della formazione, la Confederazione e la Conferenza svizzera dei direttori cantonali della pubblica educazione (CDPE) si erano messe d'accordo su obiettivi come la promozione delle scienze matematiche, informatiche, naturali e tecniche (MINT), la formazione professionale superiore e la validazione delle formazioni acquisite. Le misure inserite nell'iniziativa sul personale qualificato rappresentano la continuazione di questi lavori. Con l'accordo intercantonale sull'armonizzazione della scuola dell'obbligo (concordato HarmoS), i Cantoni si impegnano a favore di un'offerta appropriata di strutture diurne. Creando condizioni quadro favorevoli alla famiglia e adeguate all'età, i Cantoni assumono la funzione di esempio in qualità di datori di lavoro. Tutti questi elementi devono essere considerati e applicati come un vantaggio competitivo sul mercato del lavoro.

Le associazioni mantello presenti sostengono e sollecitano i loro membri ad adottare misure concrete per contrastare la mancanza di personale qualificato e a deciderle nell'ambito di trattative con le parti sociali. Le parti sociali caldeggiano un ulteriore consolidamento della formazione professionale superiore. Si impegnano affinché la formazione professionale superiore sia integrata meglio nell'ambito delle prestazioni qualificate e presso le aziende e i responsabili di direzione stranieri e affinché le lacune finanziarie, in particolare nel settore dei corsi di preparazione, vengano colmate. I datori di lavoro e i lavoratori devono unirsi per intensificare gli sforzi a favore di una formazione continua (formazione di recupero, seconda formazione, riqualificazione). Già all'inizio dell'anno, l'Unione svizzera delle arti e mestieri ha lanciato un progetto pilota con l'obiettivo di consentire alle donne presenti nelle direzioni delle PMI, mediante la prova di un portafoglio di formazione, di conseguire un diploma di "Specialista della gestione PMI". L'associazione dei datori di lavoro progetta di sviluppare ulteriormente delle misure volte a sfruttare meglio il potenziale professionale delle donne qualificate e a mantenere attivi più a lungo i lavoratori più anziani.

Le misure summenzionate, da sole, non possono risolvere il problema della carenza di personale qualificato. L'immigrazione continua a svolgere un ruolo importante per l'economica, poiché permette di trovare all'estero la manodopera qualificata in quei settori in cui il potenziale svizzero non basta.


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Ultima modifica 18.12.2020

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