Esportazioni di materiale bellico nel 2013

Berna, 28.02.2014 - Nel 2013 la Svizzera ha esportato materiale bellico in 71 Paesi per un totale di 461,2 milioni di franchi (2012: 700,4 milioni). Questo importo segna un calo del 34 per cento rispetto al 2012 e rappresenta lo 0,22 per cento del totale delle esportazioni svizzere nel 2013 (2012: 0,33%).

Dati statistici
Rispetto alle esportazioni complessive della Svizzera*, che nel 2013 hanno registrato un aumento dello 0,3 per cento rispetto all’anno precedente, l’export di materiale bellico è calato di circa 239,2 milioni di franchi, scendendo a quota 461,2 milioni.

Nel periodo di riferimento le principali transazioni hanno riguardato la fornitura di munizioni e parti di munizioni alla Germania (67,6 milioni) e l’invio di parti di sistemi di difesa antiaerea all’Italia (45,7 milioni).

Circa l’80,7 per cento (2012: 70,8%) del materiale bellico esportato era destinato ai 25 Paesi dell’allegato 2 dell’ordinanza sul materiale bellico (OMB), che partecipano ai quattro regimi internazionali di controllo delle esportazioni per i prodotti strategicamente sensibili (gruppo dei Paesi fornitori di prodotti nucleari, gruppo Australia, regime di controllo della tecnologia dei razzi, accordo di Wassenaar)**.

Suddivise per continenti, le esportazioni verso l’Europa si sono attestate al 72,6 per cento (2012: 62,3%), quelle verso l’America al 13,1 per cento (6,8%), verso l’Asia al 13,4 per cento (29,9%), verso l’Africa allo 0,4 per cento (0,2%) e verso l’Australia allo 0,5 per cento (0,7%).

I cinque maggiori acquirenti sono stati la Germania (123,5 milioni), l’Italia (58,9 milioni), gli Stati Uniti (43,8 milioni), la Gran Bretagna (38,1 milioni) e la Francia (27,5 milioni).

In base alle categorie di materiale bellico dell’allegato 1 OMB, le esportazioni sono ripartite come segue: munizioni e parti di munizioni per armi di ogni calibro (34,4%), materiale per la direzione del tiro (16,1%), armi di ogni calibro (15%), veicoli terrestri e parti di tali veicoli (13,5%), aeromobili, motori per aeromobili ed equipaggiamento per aerei (7,9%). Il restante 13,1% è ripartito fra le altre 5 categorie di materiale bellico, ovvero KM 8 (5,2%), KM 1 (5,1%), KM 4 (2,4%), KM 16 (0,4%) e KM 7 (0,04%).

Nel 2013 sono state inoltrate alla SECO 2274 domande di esportazione (2012: 2399). Di queste, 2261 sono state accolte (valore totale: 2,1 miliardi), 9 del valore di 7,6 milioni sono state annullate (2012: 0) e 4 provenienti da 4 diversi Paesi per un valore totale di 0,7 milioni sono state respinte (2012: 3 domande da 3 Paesi per 0,6 milioni). Le domande respinte riguardavano soprattutto l’esportazione in Medio Oriente di armi leggere e di piccolo calibro (SALW) e dei relativi accessori. Tra i motivi del rifiuto hanno influito la situazione dei diritti umani nel Paese destinatario, il rischio di trasferimento a un destinatario finale indesiderato e il fatto che il Paese in questione fosse tra i più poveri dei beneficiari dell’aiuto pubblico allo sviluppo.

La differenza tra il valore delle esportazioni effettive e quello delle domande di esportazione autorizzate si spiega con il fatto che alcuni beni vengono esportati soltanto l’anno dopo. Inoltre, alcune autorizzazioni non vengono utilizzate perché manca la necessaria copertura finanziaria o perché, per altre ragioni, il cliente sospende o annulla l’ordine.

Nel 2013 gli esportatori hanno presentato 57 (2012: 79) domande di parere preliminare sulla possibilità di ottenere un’autorizzazione d’esportazione in un determinato Paese. 16 di queste domande sono state respinte (2012: 26), in particolare quelle riguardanti i Paesi asiatici e del Medio Oriente. Tra i fattori che hanno portato al rifiuto vi sono il mantenimento della pace, della sicurezza internazionale e della stabilità regionale, la situazione interna del Paese destinatario, gli sforzi della Svizzera nell’ambito della cooperazione allo sviluppo e il rischio che le armi da esportare fossero utilizzate contro la popolazione civile o trasferite a un destinatario finale indesiderato.

Armi leggere e di piccolo calibro
Con il proprio rapporto annuale sul controllo dell’esportazione di armi leggere e di piccolo calibro la Svizzera partecipa agli sforzi internazionali per rendere più trasparente questo settore. Nel 2013 è stata autorizzata l’esportazione di 46 178 armi leggere e di piccolo calibro (2012: 9697), destinate soprattutto a imprese attive nel commercio di armi e organi di polizia. Nell’anno in esame sono state rilasciate 56 (2012: 49) autorizzazioni per il transito attraverso la Svizzera di armi leggere e di piccolo calibro, nonché dei relativi accessori e componenti. Per quanto riguarda il commercio all’estero non è stata accolta nessuna domanda, mentre sono state concesse 5 autorizzazioni per attività di mediazione (2012: 6). Secondo l’indagine del Graduate Institute of International and Development Studies di Ginevra sul grado di trasparenza dei Paesi nelle esportazioni di armi leggere e di piccolo calibro, la Svizzera figura al primo posto dal 2009.

Verifica delle dichiarazioni di non riesportazione tramite ispezioni in loco (post-shipment verifications)
Dal 1° novembre 2012 in caso di rilascio di un’autorizzazione all’esportazione di materiale bellico la SECO può esigere il diritto di verificare in loco il rispetto della dichiarazione di non riesportazione (art. 5a cpv. 3 OMB). Nell’anno in rassegna sono state controllate le esportazioni di materiale bellico precedentemente effettuate in due Paesi, riscontrando il rispetto di tutte le condizioni. La SECO continuerà a svolgere queste ispezioni in loco.

Controllo delle armi convenzionali: sviluppi a livello internazionale
Da diversi anni l’ONU lavora alla stesura di un trattato internazionale sul commercio delle armi (Arms Trade Treaty, ATT), che è stato finalmente sottoposto al voto dell’Assemblea generale il 2 aprile 2013. L’ATT stabilisce per la prima volta norme giuridiche vincolanti a livello internazionale in materia di controllo e regolamentazione del commercio di armi convenzionali. Durante le votazioni 23 Paesi si sono astenuti, 3 hanno votato contro e 154, tra cui la Svizzera, hanno approvato il testo, che rappresenta il primo trattato giuridicamente vincolante sul commercio transfrontaliero di armi convenzionali. La Svizzera, tra i primi Paesi a firmare l’ATT durante la cerimonia ufficiale del 3 giugno 2013 nella sede ONU di New York, auspica una ratifica in tempi brevi. Il 29 gennaio 2014 il Consiglio federale ha approvato il relativo messaggio e lo ha sottoposto al Parlamento, che dovrebbe discuterlo nella sessione estiva o in quella autunnale. L’attuazione dell’ATT non comporta alcuna modifica del diritto svizzero in quanto le norme della legge sul materiale bellico sono già sufficientemente rigide. Il testo dovrebbe entrare in vigore una volta ottenuta la ratifica da parte di 50 Stati, cosa che potrebbe avvenire entro la fine del 2014.

Statistica sui beni militari speciali dell’allegato 3 dell’ordinanza sul controllo dei beni a duplice impiego (OBDI)
La SECO pubblica anche una statistica sui beni militari speciali dell’allegato 3 dell’ordinanza sul controllo dei beni a duplice impiego (OBDI). Nel 2013 il valore complessivo dei permessi individuali rilasciati e delle esportazioni effettuate mediante permessi generali d’esportazione è stato di 405,3 milioni di CHF.

*Totale delle esportazioni di merci inclusi metalli preziosi, pietre preziose e semipreziose, opere d’arte e antiquariato.

**Argentina, Australia, Austria, Belgio, Canada, Danimarca, Finlandia, Francia, Germania, Gran Bretagna, Grecia, Irlanda, Italia, Giappone, Lussemburgo, Norvegia, Nuova Zelanda, Paesi Bassi, Polonia, Portogallo, Repubblica Ceca, Spagna, Svezia, Ungheria, USA.


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Ultima modifica 14.09.2020

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