Il Consiglio federale adotta un piano d’azione per l’adattamento ai cambiamenti climatici

Berna, 09.04.2014 - Il riscaldamento climatico modifica il nostro ambiente. L’innalzamento della temperatura e la variazione delle precipitazioni che ne conseguono ci confrontano con nuove sfide per la prevenzione dei pericoli naturali e la gestione delle acque. Questi fenomeni hanno un impatto anche su vari settori economici, come l’agricoltura, la produzione energetica, l’economia forestale e il turismo. Il 9 aprile 2014 il Consiglio federale ha quindi adottato la seconda parte della sua strategia di adattamento ai cambiamenti climatici. Lo scopo del piano d’azione è di garantire che la Svizzera sia pronta ad affrontare le conseguenze del riscaldamento climatico.

I cambiamenti climatici non si fermano certo alle frontiere della Svizzera. I ghiacciai fondono, i pendii ripidi nelle valli alpine diventano instabili, si diffondono specie animali e vegetali esotiche provenienti da sud. Stando agli scenari climatici CH2011 di Meteo­Svizzera, entro la fine del XXI secolo la temperatura annua media aumenterà di 1,2 - 4,8°C e le precipitazioni estive diminuiranno del 8 - 28 per cento. Si intensificheranno inoltre gli eventi estremi con nette variazioni del ciclo idrologico.

I cambiamenti climatici e le loro conseguenze richiedono una politica climatica preventiva. È e resta urgente ridurre le emissioni di gas serra. Pertanto, quale contributo all'obiettivo dei 2 gradi, la Svizzera persegue con la legge sul CO2 una politica attiva di riduzione dei gas serra. Siccome il riscaldamento può solo essere limitato, l'adattamento ai cambiamenti climatici diventerà sempre più importante.

Ridurre al minimo i rischi, aumentare le capacità di adattamento

Il piano d'azione adottato il 9 aprile 2014 dal Consiglio federale costituisce la seconda parte della strategia del Consiglio federale relativa all'adattamento ai cambiamenti climatici, i cui principi e linee essenziali erano stati approvati il 12 marzo 2012. Il piano d'azione comprende misure già previste o ancora da elaborare in nove settori: gestione delle acque, gestione dei pericoli naturali, agricoltura, economia forestale, energia, turismo, gestione della biodiversità, salute e sviluppo territoriale. La maggior parte di tali misure va attuata nell'ambito delle relative politiche settoriali.

Le misure di adattamento in materia di gestione delle acque mirano ad esempio a garantire le funzioni fondamentali di protezione e di utilizzazione delle acque anche in un clima mutato. La priorità va all'accumulazione, alla distribuzione e all'adeguamento dell'utilizzazione dell'acqua. Tra le misure rientrano anche l'elaborazione di piani di gestione delle acque a lungo termine nonché l'analisi dei possibili ruoli dei laghi artificiali e naturali per l'approvvigionamento idrico e la protezione contro le piene.

Per quanto riguarda la gestione dei pericoli naturali, l'adattamento ai cambiamenti climatici è parte integrante della Strategia pericoli naturali in Svizzera e della gestione integrale dei rischi. Lo scopo delle misure di adattamento è di riconoscere tempestivamente i cambiamenti della situazione di pericolo dovuti al clima, prevenire i danni adottando sia misure di pianificazione del territorio che solide misure di protezione adattabili e ottimizzare la prevenzione e la risposta agli eventi dannosi (altre misure settoriali, cfr. riquadro). 

Migliorare la collaborazione intersettoriale

Tra gli obiettivi del piano d'azione figurano inoltre il miglioramento delle conoscenze intersettoriali nonché il coordinamento e la collaborazione nell'ambito dell'adattamento ai cambiamenti climatici. È tra l'altro garantita l'elaborazione di scenari climatici e idrologici per la Svizzera. Sono altresì analizzati le opportunità e i rischi dei cambiamenti climatici sull'intero territorio nazionale (cfr. scheda). Va migliorata anche la collaborazione tra Confederazione, Cantoni, Città e Comuni nell'attuazione della strategia di adattamento. Si tratta in particolare di coordinare le attività tra i vari livelli. Con un programma pilota sono infine avviate e promosse attività di adattamento nelle regioni (cfr. scheda).

Il piano d'azione definisce la cornice per l'attuazione della strategia di adattamento negli anni 2014-19. I progressi nell'ambito dell'attuazione delle misure e i risultati raggiunti sono monitorati periodicamente. Il seguito della procedura di adattamento ai cambiamenti climatici sarà deciso entro il 2019.

Altre misure settoriali

- Nell'agricoltura, la produzione deve essere adattata alle condizioni locali mutate. Occorre in particolare esaminare come sfruttare al meglio l'allungamento del periodo vegetativo, quale è l'impatto del riscaldamento climatico sugli insetti nocivi e come promuovere sistemi di produzione a basso consumo di acqua o nuove forme d'irrigazione.

- Nell'economia forestale occorre aumentare, attraverso la scelta delle specie e misure di cura specifiche, la capacità di adattamento del bosco. Particolare attenzione va riservata ai boschi di protezione, la cui efficacia contro i pericoli naturali è compromessa a causa della rigenerazione insufficiente e della minor stabilità dei popolamenti.

- Le misure di adattamento nel settore dell'energia mirano da un lato a ridurre al minimo il consumo energetico per il raffreddamento e la climatizzazione degli edifici e dall'altro ad analizzare in dettaglio gli effetti dei cambiamenti climatici sulla produzione, sugli impianti di produzione e sulle infrastrutture di trasporto dell'energia.

- Nel settore del turismo, le misure contribuiranno a far sì che la Svizzera resti una destinazione turistica attraente e vincente a lungo termine. A tal fine sono promossi lo sviluppo dell'offerta e la diversificazione nel turismo svizzero.

- Le misure di adattamento nel settore della gestione della biodiversità completano il piano d'azione relativo alla Strategia Biodiversità Svizzera, che sarà adottato dal Consiglio federale nell'autunno del 2014. Esse mirano a valutare i rischi supplementari per la biodiversità dovuti ai cambiamenti climatici, a conservare gli habitat pregiati e a garantire le prestazioni della biodiversità malgrado i cambiamenti climatici.

- Nel settore della salute si tratta di migliorare la preparazione a periodi di canicola prolungati e di monitorare l'evoluzione delle malattie infettive e dei vettori di malattie.

- Le misure di sviluppo territoriale mirano a rendere lo sviluppo territoriale più adattabile ai cambiamenti climatici e a ridurre il potenziale di danno dei pericoli naturali. Nell'ambito della revisione della legge sulla pianificazione del territorio (LPT) è tra l'altro esaminata la possibilità di sancire l'adattamento ai cambiamenti climatici e la mitigazione degli effetti climatici come principio pianificatore secondo la LPT.


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Roland Hohmann, divisione Clima, Ufficio federale dell’ambiente (UFAM), tel. +41 31 325 58 83



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Ultima modifica 12.02.2020

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