Il Consiglio federale approva il rapporto sulla nuova politica di crescita 2016-2019

Berna, 22.06.2016 - Il Consiglio federale intende continuare a promuovere a lungo termine la crescita economica in Svizzera. Il 22 giugno 2016 ha approvato il rapporto sulla nuova politica di crescita 2016-2019, che comprende 14 misure. I principali campi d’intervento sono l’economia digitale, lo sgravio amministrativo, l’agevolazione delle importazioni e l’accesso al mercato per le imprese svizzere. Il mantenimento e lo sviluppo delle relazioni bilaterali con l’UE assumono in tale contesto un’importanza centrale. Il Consiglio federale ha inoltre preso atto del rapporto finale sullo stato delle riforme intraprese tra il 2012 e il 2015.

Nell’ambito della nuova politica di crescita il Consiglio federale intende continuare a promuovere la crescita economica e assicurare a lungo termine i posti di lavoro e la prosperità del Paese. Il suo obiettivo è soprattutto far aumentare la produttività del lavoro. Al tempo stesso, con le attuali riforme si aggiungono due altri pilastri a questo primo pilastro della politica di crescita: rafforzare la resistenza delle imprese e attenuare le ripercussioni problematiche legate alla crescita quantitativa.

Al centro delle misure per ravvivare la crescita vi è l’apertura dell’economia tramite l’agevolazione delle importazioni, l’eliminazione degli ostacoli al commercio e l’estensione dell’accesso al mercato. In tale contesto il mantenimento e lo sviluppo delle relazioni bilaterali con l’UE svolgono un ruolo molto importante. Il Consiglio federale punta a rafforzare la crescita della produttività attraverso una maggiore concorrenza, una migliore regolamentazione e lo sgravio amministrativo delle imprese. Il rapporto sulla crescita accoglie il mandato del Parlamento della sessione estiva di creare un organismo di controllo indipendente per analizzare le conseguenze economiche di nuove leggi. Si ravvisa la necessità di intervenire soprattutto per quanto riguarda la valorizzazione del potenziale che offre l’economia digitale.

Al contempo si dovranno ridurre anche le ripercussioni sull’ambiente, sulle risorse naturali e sulle infrastrutture legate alla crescita quantitativa. A tal fine bisognerà sviluppare innanzitutto la politica climatica ed energetica. Come hanno dimostrato le esperienze fatte durante la crisi economico-finanziaria, una crescita duratura presuppone anche la capacità di anticipare gravi crisi e di gestirle in maniera flessibile. Con il programma di stabilizzazione per il periodo 2017-2019 e con la riduzione dell’indebitamento sia del settore finanziario sia dei nuclei familiari, il Consiglio federale mira ora pertanto, nell’ambito della politica di crescita, anche a rafforzare la resistenza delle imprese svizzere.

Agevolare il commercio per contrastare il caro prezzi

Contrastare il fenomeno dei prezzi elevati agevolando le importazioni è un altro ambito di intervento centrale. Insieme alla nuova politica di crescita il Consiglio federale ha approvato anche un rapporto sulle limitazioni alle importazioni parallele e stabilito i settori in cui intende eliminare gli ostacoli al commercio. A questo proposito farà esaminare i vantaggi e gli svantaggi di una soppressione unilaterale di tutti i dazi doganali sui prodotti industriali e di alcune riduzioni doganali nel settore agroalimentare.

Per quanto riguarda il principio del «Cassis-de-Dijon», intende semplificare a livello amministrativo l’obbligo di autorizzazione esistente per l’immissione in commercio di prodotti alimentari e sostituirlo con un obbligo di notifica. Il DEFR esaminerà inoltre, in collaborazione con gli altri dipartimenti, come ridurre ulteriormente le ripercussioni economiche legate alle deroghe al «Cassis-de-Dijon».


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Ultima modifica 14.09.2020

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