Il Consiglio federale approva il rapporto sul freno alla regolamentazione

Berna, 10.12.2018 - Il 7 dicembre 2018 il Consiglio federale ha approvato il rapporto sul freno alla regolamentazione, in cui vengono illustrati diversi esempi di riduzione dell’attività normativa, nonché le opportunità e i rischi che ne derivano. L’Esecutivo punta soprattutto sulla trasparenza dei processi normativi.

Il rapporto sul freno alla regolamentazione è stato redatto in adempimento del postulato Caroni 15.3421, che chiede di esaminare la possibilità di introdurre un freno normativo a livello federale. Simili misure servono ad arginare l’intensificazione dell’attività normativa e l’aumento dei costi ad essa associati. Secondo il rapporto, le soluzioni praticabili sarebbero sostanzialmente tre: misure quantitative, regole più severe nel processo legislativo e misure per aumentare la trasparenza. 

Una misura quantitativa molto discussa anche a livello internazionale è la regola del «one in, one out», in base alla quale a ogni nuova normativa deve corrispondere l’abrogazione di una normativa comparabile in vigore. Oltre a questi meccanismi, atti a ridurre i costi associati alla regolamentazione, l’attività normativa in sé può essere limitata adottando regole più severe nel processo legislativo e misure per aumentare la trasparenza (come le analisi d’impatto della regolamentazione, le misurazioni dei costi normativi o le valutazioni).

Dal rapporto emerge inoltre che integrare nel contesto svizzero un freno puramente meccanico sarebbe un’operazione complessa. Queste misure non lasciano infatti margini di manovra e implicano conseguenze di rilievo. Neppure i modelli stranieri sono facilmente trasferibili nella struttura politica svizzera. Infine, anche a fronte di un’applicazione rigorosa e meccanica di un freno normativo, la sua efficacia dipenderebbe largamente dalla volontà politica delle parti in causa.

In un’ottica odierna, non è ancora chiaro, nemmeno all’estero, in che misura tali approcci si traducano in una riduzione effettiva dei costi per le imprese. Alcune misure, ad esempio, non farebbero diminuire i costi, bensì li sposterebbero ad altri livelli (p. es. cantonale o comunale) o su altri soggetti (consumatori o settore pubblico).

Il Consiglio federale, dal canto suo, non crede molto nelle regole troppo rigide e punta piuttosto sulla trasparenza, che deve essere conseguita migliorando le analisi d’impatto delle nuove regolamentazioni e le valutazioni ex-post di quelle esistenti. Una maggiore trasparenza può accrescere la consapevolezza dell’impatto, consentendo ai responsabili politici di valutare meglio i costi delle nuove normative e di individuare i potenziali di riduzione.


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Ultima modifica 18.12.2020

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