Il Consiglio federale proroga il contratto normale di lavoro per il personale domestico

Berna, 27.11.2019 - Il 27 novembre 2019 il Consiglio federale ha deciso di prorogare di tre anni l’ordinanza sul contratto normale di lavoro per il personale domestico (CNL personale domestico) e di adeguare i salari minimi. La proroga entrerà in vigore il 1° gennaio 2020 e sarà applicabile fino al 31 dicembre 2022.

Negli ultimi anni (2016-2018) la percentuale di violazioni delle norme sui salari minimi del CNL personale domestico è stata dell’undici per cento tra i datori di lavoro e del nove per cento tra i lavoratori.

Il Consiglio federale fa sue le considerazioni della Commissione tripartita della Confederazione («CT della Confederazione», composta da rappresentanti delle associazioni dei lavoratori/datori di lavoro e dell’amministrazione) e ritiene che vi siano le condizioni per una proroga: da un lato sono state riscontrate ripetute violazioni dei salari minimi e, dall’altro, a causa della forte domanda di personale assistenziale straniero nelle economie domestiche private è probabile che il mancato rinnovo del CNL faccia aumentare la pressione sui salari e il rischio di abusi. Come richiesto dalla CT della Confederazione, i salari minimi vengono adeguati all’evoluzione dei salari nominali negli anni 2016 – 2018, per un totale di +1,6 per cento.

La proroga del CNL personale domestico e, allo stesso tempo, l’adeguamento dei salari minimi sono stati richiesti dalla CT della Confederazione nell’ambito delle misure collaterali alla libera circolazione delle persone. In Svizzera, come da tradizione, le parti sociali contrattano autonomamente i salari per il proprio settore e lo Stato non interferisce in questo processo. Pertanto le misure collaterali alla libera circolazione delle persone prevedono che lo Stato possa ricorrere allo strumento del salario minimo del CNL solo in presenza di due condizioni: se in una professione o in un settore vengono ripetutamente e abusivamente offerti salari inferiori a quelli usuali e se le parti sociali non riescono a trovare una soluzione. Inoltre il salario minimo non può pregiudicare gli interessi generali né gli interessi legittimi degli altri rami. Durante la procedura di consultazione gran parte dei Cantoni e delle associazioni di categoria si era dichiarata favorevole alla proroga dell’ordinanza e all’adeguamento dei salari minimi.


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Ultima modifica 12.02.2020

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