Coronavirus: finanziamento aggiuntivo per l’assicurazione contro la disoccupazione e graduale abbandono delle misure COVID

Berna, 20.05.2020 - Nella riunione del 20 maggio 2020 il Consiglio federale ha approvato un finanziamento aggiuntivo di 14,2 miliardi di franchi per l’assicurazione contro la disoccupazione. Ha inoltre deciso di procedere al graduale abbandono delle misure COVID dell’assicurazione contro la disoccupazione di pari passo con il progressivo riavvio dell’economia.

Dalla metà di marzo 2020 i preannunci di lavoro ridotto hanno registrato un aumento esponenziale, tant’è che ad oggi circa 190 000 aziende hanno chiesto l’indennità per lavoro ridotto per circa 1,94 milioni di lavoratori, pari al 37 per cento di tutti i dipendenti in Svizzera. Nel frattempo le richieste di lavoro ridotto si sono stabilizzate.

L’impennata del lavoro ridotto ha tuttavia comportato in poco tempo un forte indebitamento dell’assicurazione contro la disoccupazione (AD). Senza un rapido intervento di finanziamento aggiuntivo, a fine 2020 l’AD presenterà un debito stimato a più di 16 miliardi di franchi. In tal caso scatterebbe il freno all’indebitamento previsto dalla legge e l’assicurazione contro la disoccupazione sarebbe tenuta a procedere a una revisione della legge in vista di una stabilizzazione finanziaria e ad aumentare le trattenute sui salari di almeno 0,3 punti percentuali già nel 2021. Nella difficile situazione attuale il Consiglio federale vuole prevenire una simile eventualità e garantire che l’assicurazione contro la disoccupazione continui a svolgere la sua funzione di stabilizzatore congiunturale. Di conseguenza la Confederazione si assumerà i costi dell’indennità per lavoro ridotto per l’anno in corso. L’Esecutivo ha inoltre proposto al Parlamento un credito aggiuntivo straordinario di 14,2 miliardi di franchi.   

Nella riunione del 20 maggio 2020 il Consiglio federale si è inoltre occupato del graduale abbandono delle misure COVID. Queste erano state introdotte per attenuare le ripercussioni negative, per i lavoratori, dei divieti e delle disposizioni ordinati dalle autorità conformemente alla legge sulle epidemie a causa della situazione straordinaria.

Le misure hanno inoltre contribuito a mantenere posti di lavoro, a preservare i redditi e a garantire i pagamenti alle aziende colpite nei tempi più brevi possibili e senza lungaggini burocratiche. Nel contempo hanno alleviato l’onere amministrativo degli organi d’esecuzione cantonali dell’assicurazione contro la disoccupazione.

Le misure disposte nell’ambito del diritto di necessità verranno ritirate gradualmente in concomitanza con le fasi di allentamento e di riavvio dell’economia.

  • Il diritto straordinario al lavoro ridotto per le persone con funzione analoga a quella del datore di lavoro e i loro coniugi o partner registrati sarà revocato per la fine di maggio, pressochè in corrispondenza con la fine delle misure adottate in relazione alla COVID-19 per le perdite di guadagno dei lavoratori indipendenti direttamente o indirettamente interessati che sono giunte a termine il 16 maggio 2020..
  • Allo stesso tempo sarà revocato anche il diritto al lavoro ridotto per gli apprendisti, affinché possano riprendere rapidamente la formazione.
  • Verrà inoltre reintrodotto il termine di preannuncio, che era stato abrogato nell’impossibilità di prevedere le future restrizioni imposte alle aziende. Oggi le misure del Consiglio federale sono note e il loro impatto è più facilmente prevedibile. Le aziende potranno quindi di nuovo effettuare il preannuncio nel rispetto del termine stabilito. Le aziende per le quali il lavoro ridotto è già stato approvato non dovranno presentare una nuova domanda in seguito a questo adeguamento.

Le altre misure relative al diritto di necessità termineranno come previsto il 31 agosto 2020, allo scadere della durata di applicazione dell’ordinanza sulle misure nel settore dell’assicurazione contro la disoccupazione riguardo al coronavirus (COVID-19). Le aziende potranno continuare a ricorrere allo strumento del lavoro ridotto dovuto al coronavirus per mantenere i posti di lavoro.


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Ultima modifica 14.09.2020

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