L’OCSE si compiace dell’impegno della Svizzera nella lotta contro la corruzione di pubblici ufficiali stranieri

Berna, 27.03.2018 - Il 27 marzo 2018 l’OCSE ha pubblicato un rapporto sulla Svizzera contenente delle raccomandazioni riguardanti la lotta alla corruzione di pubblici ufficiali stranieri. L’OCSE apprezza l’operato della Svizzera in questo ambito che dal 2012 ha portato alla condanna di sei persone e cinque imprese. Elogia inoltre il ruolo chiave svolto dall’Ufficio di comunicazione in materia di riciclaggio di denaro (MROS) nella scoperta di casi di corruzione legati al riciclaggio di denaro. Nel contempo chiede sanzioni più severe per le imprese e una protezione legale per i whistleblower nel settore privato.

L’apposito gruppo di lavoro dell’OCSE (Working Group on Bribery) esamina periodicamente lo stato di attuazione da parte dei Paesi membri della Convenzione dell’OCSE sulla lotta alla corruzione di pubblici ufficiali stranieri nelle operazioni economiche internazionali. La Svizzera si è sottoposta per la quarta volta a tale esame (esame della fase 4). 

Nel settembre 2017 un team di esperti dell’OCSE ha visitato la Svizzera e condotto colloqui con rappresentanti dell’Amministrazione federale, del Ministero pubblico della Confederazione, delle autorità cantonali, del mondo economico e scientifico, dei media e della società civile. Il rapporto esamina in particolare il perseguimento penale, le sanzioni e il lavoro di prevenzione della Svizzera nell’ambito della corruzione di pubblici ufficiali stranieri e indica, oltre agli sviluppi positivi, i campi in cui è necessario intervenire ulteriormente.

L’OCSE esprime il suo apprezzamento per l’aumentato numero di condanne di persone e imprese per corruzione di pubblici ufficiali stranieri e valuta positivamente il modo di procedere proattivo della Svizzera per quanto riguarda il sequestro e la confisca di valori patrimoniali di provenienza illecita e la collaborazione con l’estero sul piano dell’assistenza giudiziaria. Elogia anche il contributo dell’Ufficio di comunicazione in materia di riciclaggio di denaro (MROS) nella scoperta di casi di corruzione legati al riciclaggio di denaro.

Nel contempo chiede alla Svizzera di applicare sanzioni più severe alle persone fisiche, ma in particolare a quelle giuridiche, e di sancire a livello di legge la protezione legale di chi segnala irregolarità (i cosiddetti «whistleblower») nel settore privato. L’OCSE raccomanda inoltre di concludere la revisione di legge in corso nell’ambito dell’assistenza giudiziaria in modo da rendere ancora più efficace la cooperazione internazionale della Svizzera. E infine, invita il nostro Paese a procedere in maniera più ampia e sistematica alla pubblicazione dei decreti d’accusa relativi alla corruzione all’estero.

Nel marzo del 2020 la Svizzera presenterà all’OCSE un rapporto sull’attuazione delle raccomandazioni.

La Svizzera ha contribuito in maniera determinante all’elaborazione della Convenzione dell’OCSE del 1997 sulla lotta alla corruzione. Sulla base di tale Convenzione, dal 2000 la corruzione di pubblici ufficiali stranieri è punibile anche nel nostro Paese.


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Ultima modifica 12.09.2019

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