Strumenti di attuazione della RSI per le imprese
La RSI aiuta le imprese a contribuire alla sostenibilità e a individuare tempestivamente i rischi presenti nella loro catena del valore che potrebbero avere un impatto negativo sulla sostenibilità. La SECO sostiene gli strumenti che aiutano le imprese – in particolare le PMI – ad attuare concretamente un comportamento responsabile.

Misure pratiche e strumenti per l'adempimento degli obblighi di diligenza
Le imprese possono contribuire al progresso economico, ambientale e sociale individuando gli impatti negativi effettivi e potenziali delle proprie attività e lungo la loro catena del valore, e cercando di evitarli per quanto possibile. Le linee guida dell'OCSE raccomandano a tal fine una verifica di due diligence basata sul rischio in sei fasi. La Confederazione sostiene inoltre strumenti per tematiche e settori specifici. Un aspetto importante della verifica di due diligence è il dialogo costante con gli stakeholder dell'impresa, ovvero le persone interessate dalle attività commerciali.
Consiglio per le PMI: spesso le PMI agiscono in modo responsabile senza rendersene conto. È vero che potrebbero disporre di risorse umane e finanziarie limitate per lo svolgimento di un processo di due diligence; d’altra parte, sono spesso più flessibili nello sviluppo e nell’attuazione delle strategie e devono tenere conto di un numero minore di potenziali impatti negativi e di fornitori. Le imprese con risorse limitate possono fare maggiore affidamento su approcci cooperativi nell’ambito della due diligence e devono prendere decisioni più oculate nella definizione delle priorità dei rischi.
- KMU Sustainability Hub (disponibile solo in francese): La rete del Global Compact Svizzera offre corsi di formazione e strumenti per valutare l'impatto delle PMI sulla sostenibilità. Tra questi figura un manuale che aiuta le PMI a definire le misure più importanti in quattro fasi e a renderne conto.
- Guida pratica alla due diligence in materia di diritti umani: supporta le imprese nella due diligence in materia di diritti umani secondo le Linee guida delle Nazioni Unite su imprese e diritti umani e le Linee guida dell’OCSE sulla due diligence.
- Toolbox Agenda 2030 per le imprese: contiene strumenti pratici ed esempi di buone pratiche basati sull’Agenda 2030 delle Nazioni Unite e sui 17 Obiettivi di Sviluppo Sostenibile in essa contenuti.
- Strumenti dell’associazione Go for Impact (disponibile solo in francese): filtra per linee guida, strumenti web-based ecc. per la gestione sostenibile della catena di fornitura.
Fase 1: integrare nella politica aziendale i principi di comportamento responsabile
Per la sostenibilità delle imprese, l’impegno e il ruolo di esempio dei proprietari e del management rivestono un’importanza fondamentale. Le imprese dovrebbero redigere una dichiarazione di principio sul comportamento responsabile in materia di diritti umani, condizioni di lavoro, ambiente e lotta alla corruzione. Il comportamento responsabile deve permeare tutti i settori e le strategie aziendali e diventare parte integrante della cultura aziendale. La responsabilità dovrebbe essere definita nei processi interni e nelle competenze dei collaboratori.
Consiglio per le PMI: La sostenibilità dovrebbe essere saldamente integrata nell’attività quotidiana, coinvolgendo sin dall’inizio tutti i reparti interessati dell’azienda per consentire decisioni ben fondate. È inoltre importante informare i collaboratori e i partner commerciali sui vantaggi di tali sforzi, affinché sostengano attivamente le misure adottate. È possibile avvalersi delle risorse disponibili, ad esempio strategie modello o informazioni pubbliche sui rischi presenti in determinate catene di approvvigionamento. Inoltre, possono avvalersi del supporto tecnico delle associazioni di categoria di cui fanno parte. Attraverso l’adeguamento delle linee guida pertinenti e la realizzazione di progetti pilota mirati, è possibile identificare le iniziative di successo, svilupparle ulteriormente e applicarle su scala aziendale.
- Rete svizzera del Global Compact delle Nazioni Unite (disponibile solo in francese): strumenti e scambi per rafforzare la condotta aziendale responsabile.
- OECD e-learning Academy on Responsible Business Conduct (disponibile solo in inglese): formazione online gratuita per l'applicazione della due diligence basata sul rischio.
Fase 2: identificare e classificare i rischi in ordine di priorità
Per avviare una strategia di gestione aziendale responsabile, è importante elaborare una panoramica che consenta di identificare i possibili rischi di impatti negativi dell’attività aziendale sulla società e sull’ambiente. A tal fine, le aziende analizzano i propri rischi e quelli dei propri partner commerciali lungo tutta la catena del valore. A tal fine utilizzano indicatori di rischio per regioni, materie prime, prodotti e servizi. In questo contesto effettuano una doppia analisi di materialità, ovvero identificano i rischi e le opportunità legati a fattori ecologici e sociali per l’azienda, nonché gli impatti positivi e negativi dell’azienda sulla società e sull’ambiente. Successivamente le aziende classificano i rischi in base alla gravità e alla probabilità di verificarsi.
Consiglio per le PMI: La natura e la portata di un'analisi dei rischi dipendono da diversi fattori, tra cui le dimensioni dell'azienda, il contesto e l'ubicazione dell'attività imprenditoriale, la tipologia dei prodotti e dei servizi, nonché la gravità degli impatti negativi reali e potenziali. Le aziende con attività commerciali meno diversificate potrebbero non dover effettuare un'analisi dei rischi dettagliata prima di procedere alla fase successiva, ovvero l'identificazione e la prioritizzazione di specifici impatti negativi. In questa fase vengono individuati da tre a cinque rischi con la massima priorità.
- CSR Risk Check (disponibile solo in francese): strumento anonimo, online e gratuito che elenca i potenziali rischi sociali, ambientali e di governance relativi a paesi e prodotti, fornendo raccomandazioni basate sugli standard internazionali di CSR per la gestione di tali rischi.
- Studio «Atlante ambientale delle catene di fornitura in Svizzera»: individua i punti critici nella catena di fornitura di otto settori rilevanti in Svizzera e indica le misure per evitare o mitigare gli impatti negativi sull'ambiente.
Fase 3: eliminare, prevenire e ridurre gli effetti negativi
Le aziende elaborano misure preventive e correttive (ad es. adeguamento delle pratiche di acquisto, verifica dei fornitori e organizzazione di corsi di formazione per i collaboratori e i fornitori). È necessario evitare o mitigare le conseguenze negative anche quando l’azienda non ha contribuito a causarle, ma queste sono direttamente collegate alla sua attività, ai suoi prodotti o ai suoi servizi nell’ambito di un rapporto commerciale. La collaborazione con un sistema di sostenibilità o l’ottenimento di un marchio o di una certificazione del sistema di gestione e dei prodotti possono aiutare a rafforzare l’impegno e a renderlo più visibile.
Consiglio per le PMI: Per comprendere le priorità di un'azienda in materia di RSI, è importante tenere conto delle opinioni delle parti interessate (ad esempio dipendenti, fornitori, organizzazioni della società civile). I contatti, spesso intrattenuti in modo informale, possono essere sfruttati in modo più sistematico, ad esempio ricorrendo a un «mapping» e a una serie di domande standardizzate. Queste contribuiscono a valutare sistematicamente il potenziale di creazione di valore – dai risparmi alle nuove opportunità di fatturato fino alla riduzione dei rischi. Su questa base vengono definiti obiettivi chiari e sviluppato un piano concreto con misure, tempistiche e risorse. Responsabilità chiaramente definite e regole per la collaborazione all’interno dell’azienda assicurano che l’attuazione sia gestita in modo efficiente.
- International Social and Environmental Accreditation and Labelling Alliance (disponibile solo in inglese): un opuscolo spiega in che modo i sistemi di sostenibilità possono supportare la due diligence delle aziende. Il Codice di buona pratica ISEAL, la relativa guida e i Principi di credibilità ISEAL definiscono i criteri per sistemi di sostenibilità credibili. I sistemi conformi al codice sono elencati nelle sezioni «ISEAL Community Members» e «ISEAL Code Compliant».
- ITC Standards Map (disponibile solo in inglese): offre una panoramica degli standard e una classificazione dei sistemi di sostenibilità con particolare attenzione al loro ambito di applicazione.
Fase 4: Attuare le misure e verificarne l'efficacia
Le aziende adottano misure volte a identificare, prevenire e ridurre gli impatti negativi. Nell'ambito dei rapporti commerciali, se necessario, forniscono anche sostegno per la riparazione dei danni. Verificano l'efficacia di tali misure (ad esempio tramite sistemi di monitoraggio, valutazioni dei fornitori, meccanismi di feedback o visite in loco) e documentano i progressi compiuti. Una verifica esterna può rafforzare la credibilità e aumentare la trasparenza nei confronti degli stakeholder. Le conoscenze acquisite dal monitoraggio devono a loro volta essere applicate per migliorare i processi futuri.
Consiglio per le PMI: Le nuove iniziative dovrebbero essere inizialmente testate nell'ambito di progetti pilota, per trarre insegnamento dai primi successi e successivamente estendere in modo mirato le misure efficaci. I partner esterni (ad esempio consulenti o aziende specializzate nel settore in questione) contribuiscono a definire una strategia e a stabilire gli indicatori corrispondenti, in particolare nei settori dell'ambiente e delle risorse umane. Se necessario, li coinvolgiamo per calcolare o certificare i risultati ottenuti. Sulla base del feedback degli stakeholder, la strategia viene adattata e vengono definiti nuovi obiettivi.
- Studio dell'UFAM e della SECO: individua undici fattori che aiutano le PMI svizzere ad avere successo nell'economia circolare.
- SME Climate Hub (disponibile solo in inglese): le PMI possono farsi un'idea delle proprie emissioni di gas serra e adottare misure per ridurle.
Fase 5: Garantire la rendicontazione e la trasparenza
Le aziende rendono conto annualmente dei rischi, delle misure adottate e dei progressi compiuti nell'identificare e mitigare gli impatti negativi, sia effettivi che potenziali, derivanti dalla loro attività. Nella redazione dei rapporti possono fare riferimento, in particolare, agli standard internazionali. Infine, i risultati possono essere condivisi sia internamente che esternamente attraverso canali di comunicazione mirati, quali il sito web, le offerte o i briefing, al fine di rafforzare la fiducia degli stakeholder nell'azienda.
Consiglio per le PMI: Gli indicatori di performance rilevanti vengono rilevati in modo pragmatico, utilizzando semplici tabelle e strumenti già esistenti per ottenere rapidamente una visione chiara dei progressi compiuti. Il rapporto annuale documenta gli sviluppi e funge da strumento di controllo interno.
- European Sustainability Reporting Standard, Voluntary Reporting Standard for SMEs (disponibile solo in inglese) e il relativo modello digitale convertibile in formato XBRL leggibile da computer.
- Global Reporting Initiative (disponibile solo in inglese): il quadro di riferimento per la rendicontazione, basato su criteri riconosciuti a livello internazionale, comprende principi e indicatori che consentono alle imprese e ad altre organizzazioni di misurare le proprie prestazioni economiche, ambientali e sociali.
- IFRS S1 General Requirements for Disclosure of Sustainability-related Financial Information (disponibile solo in inglese): quadro di riferimento per la rendicontazione delle informazioni relative all’impatto dei rischi e delle opportunità legati alla sostenibilità sulla performance finanziaria di un’impresa.
Fase 6: Consentire il risarcimento
Le imprese istituiscono meccanismi di reclamo per le persone interessate dagli impatti negativi delle loro attività (ad es. dipendenti, terzi). Può trattarsi di meccanismi propri dell’impresa o di altri sistemi di reclamo (ad es. di iniziative multistakeholder). I meccanismi devono essere legittimi, accessibili, prevedibili, imparziali, trasparenti e orientati al dialogo. Se un’impresa constata di aver causato o contribuito a causare impatti negativi, questi devono essere risolti. Le imprese possono anche collaborare con partner per fornire un risarcimento qualora abbiano causato o contribuito a causare impatti negativi.
Consiglio per le PMI: La forma e l'entità adeguate del risarcimento dipendono dalla natura e dall'entità degli effetti negativi. Per le PMI, la creazione di canali di segnalazione interni e indipendenti è spesso impegnativa. Le offerte esterne e facilmente accessibili (ad es. da parte delle associazioni di categoria) rappresentano un'alternativa praticabile. Di norma sono disponibili a fronte di una modesta quota di base e di costi aggiuntivi legati al singolo caso e garantiscono un trattamento professionale e imparziale delle segnalazioni.
Indice
Argomenti rilevanti

Guide OCSE sul dovere di diligenza
Le guide OCSE aiutano le imprese ad applicare il dovere di diligenza basato sul rischio per valutare e affrontare i potenziali effetti negativi delle loro attività, delle loro catene di approvvigionamento e delle loro relazioni commerciali.

Aspetti chiave della sostenibilità aziendale
La RSI abbraccia un'ampia gamma di tematiche che devono essere prese in considerazione nella gestione aziendale.

RSI in settori specifici
Nei settori in cui valgono particolari requisiti della sostenibilità, diversi strumenti settoriali specifici aiutano le imprese a garantire una condotta aziendale responsabile.
Contatto
Direzione economia esterna
Servizi specializzati economia esterna / Investimenti internazionali e sostenibilità aziendale
Holzikofenweg 36
CH - 3003 Berna