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Internazionali

A causa della globalizzazione e dell’apertura dei mercati nazionali alle imprese estere, le pratiche anticoncorrenziali che si verificano in un Paese e producono effetti transfrontalieri sono sempre più frequenti. La Svizzera si impegna a livello internazionale, nell’ambito dei suoi accordi di libero scambio, affinché la liberalizzazione degli scambi non sia ostacolata da pratiche commerciali anticoncorrenziali. Parallelamente, la Svizzera conclude accordi di cooperazione per garantire un’efficace collaborazione tra le autorità della concorrenza e partecipa attivamente alle organizzazioni internazionali, in particolare all’OCSE e all’UNCTAD, per sostenere lo sviluppo del diritto della concorrenza e di una politica economica basata sulla concorrenza che favorisca il benessere dei consumatori e la crescita economica.

Regole di concorrenza negli accordi di libero scambio

Le norme sulla concorrenza contenute negli accordi di libero scambio (ALS) conclusi dalla Svizzera, con o senza i suoi partner dell’Associazione europea di libero scambio (AELS), mirano a garantire che la liberalizzazione degli scambi prevista dagli ALS non sia ostacolata, limitata o falsata da pratiche commerciali anticoncorrenziali da parte delle imprese, comprese quelle pubbliche. L’attuazione dei principi stabiliti negli ALS compete alle autorità nazionali della concorrenza delle parti contraenti. Gli ALS possono prevedere disposizioni in materia di cooperazione e scambio di informazioni tra tali autorità. Una parte può chiedere l’avvio di consultazioni qualora pratiche anticoncorrenziali ostacolino gli scambi tra le parti. La parte che subisce un pregiudizio persistente può adottare misure appropriate, che devono tuttavia essere proporzionate e incidere il meno possibile sul funzionamento dell’ALS. L’articolo 18 della Convenzione che istituisce l’AELS disciplina la concorrenza tra i suoi membri. La Svizzera partecipa ai lavori del Working Group on Competition Policy.

Accordi di cooperazione in materia di concorrenza

Non esiste alcuna organizzazione internazionale né un’autorità sovranazionale che disciplini la concorrenza a livello globale. Le autorità garanti della concorrenza sono organizzate a livello nazionale. È quindi essenziale che esse cooperino a livello internazionale per poter contrastare in modo efficace le pratiche anticoncorrenziali transfrontaliere che producono effetti sul loro territorio. A tal fine, i Paesi concludono accordi di cooperazione multilaterali e bilaterali.
Il 1° dicembre 2014 è entrato in vigore l’Accordo tra la Confederazione Svizzera e l’Unione europea sulla cooperazione nell’applicazione delle rispettive normative in materia di concorrenza (RS 0.251.268.1). Tale accordo consente alla Commissione della concorrenza (COMCO) e alla Direzione generale della concorrenza della Commissione europea di informarsi reciprocamente sulle misure di applicazione, coordinarle e scambiarsi informazioni. Esso contiene inoltre disposizioni chiare sul rispetto delle garanzie procedurali esistenti per le imprese interessate. Il 1° settembre 2023 è entrato in vigore l’Accordo tra la Svizzera e la Germania sulla cooperazione e il coordinamento delle autorità garanti della concorrenza (RS 0.251.136.1).

OCSE e UNCTAD

Nel campo della politica della concorrenza, l’OCSE pone l’accento su quattro punti:

  • La concorrenza e l’apertura dei mercati apportano benefici sia ai consumatori sia alle imprese.
  • Il buon funzionamento dei mercati richiede un diritto della concorrenza in grado di prevenire i cartelli, sanzionare l’abuso di posizione dominante e bloccare le concentrazioni dannose.
  • La cooperazione internazionale in materia di concorrenza è essenziale in un mondo globalizzato.
  • Mercati aperti, competitivi e innovativi devono adattarsi all’era digitale.

Il Comitato della concorrenza dell’OCSE, al quale la Svizzera partecipa attivamente, promuove uno scambio regolare di opinioni e analisi sulle questioni di politica della concorrenza. Da diversi anni, la priorità è la trasformazione digitale, che modifica la dinamica concorrenziale, crea nuovi mercati e ne trasforma altri. Il Comitato esamina le principali sfide digitali che le autorità garanti della concorrenza e i legislatori devono affrontare. Discute inoltre di come applicare il diritto della concorrenza alle imprese digitali e di come gestire la complessità di questi mercati. Il Comitato integra anche sviluppi significativi, come l’interazione tra il diritto della concorrenza e gli obiettivi di sostenibilità, nonché la sua applicazione al mercato del lavoro. Svolge così un ruolo chiave nella promozione e nell’attuazione della politica della concorrenza a livello globale ed è all’origine di diverse raccomandazioni.
La UNCTAD mira a contribuire alla riduzione della povertà e al raggiungimento degli obiettivi di sviluppo sostenibile migliorando il funzionamento dei mercati, anche attraverso un rafforzamento della concorrenza. Offre un quadro per le deliberazioni intergovernative, conduce ricerche, analisi politiche e raccolte di dati e fornisce assistenza tecnica ai Paesi in via di sviluppo. La Svizzera partecipa ai lavori del Gruppo intergovernativo di esperti sul diritto e sulla politica della concorrenza della UNCTAD.

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Diritto della concorrenza

Il diritto della concorrenza stabilisce le norme volte a garantire una concorrenza libera ed efficace e a prevenire comportamenti anticoncorrenziali. La Segreteria di Stato dell’economia è responsabile del miglioramento delle basi legali, e in particolare della legge sui cartelli, della legge federale sul mercato interno e della legge federale sulla sorveglianza dei prezzi.

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