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Sviluppi normativi internazionali e norme di RSI

La legislazione dell’UE o di altri Paesi, ad esempio nel quadro della rendicontazione di sostenibilità o degli obblighi di dovuta diligenza, possono influenzare anche le imprese svizzere. Le norme internazionali sulla responsabilità sociale d’impresa (RSI) possono contribuire a rafforzare la loro competitività internazionale.

Mappa del mondo con persone sullo sfondo

Sviluppi nell’UE

Per quanto riguarda la responsabilità sociale d’impresa (RSI), la legislazione dell’UE e dei suoi Stati membri si è evoluta negli ultimi anni. Sulle imprese svizzere le nuove norme possono avere un impatto diretto, in virtù delle disposizioni per Paesi terzi, o indiretto, per il tramite dei clienti.

Quanto alla rendicontazione di sostenibilità, l’UE ha rafforzato gli obblighi vigenti nella direttiva corrispondente. Il 24 febbraio 2026 ha inoltre adottato la cosiddetta «direttiva omnibus» nell’ottica di semplificare le norme europee pertinenti e ridurre l’onere normativo per le imprese. Gli Stati membri devono recepire nel loro diritto nazionale le disposizioni sull’obbligo di rendicontazione entro luglio 2026 e quelle sugli obblighi di diligenza entro luglio 2027. Le imprese più grandi che rientrano nei valori soglia devono implementare questi obblighi un anno più tardi.

Il regolamento dell’UE sulle catene di approvvigionamento libere da deforestazione riguarda il cacao, il caffè, l’olio di palma, la gomma, la carne bovina, la soia, il legno e i prodotti derivati. Queste materie prime e prodotti potranno essere immessi sul mercato europeo o esportati dall’UE solo se provengono da superfici deforestate dopo il 2020 o se, in generale, non sono associati al degrado forestale. A partire dal 2027 le grandi imprese e, da luglio 2027, anche le PMI potranno immettere sul mercato comunitario le materie prime e i prodotti in questione solo se conformi ai requisiti pertinenti.

Il regolamento UE sul lavoro forzato vieta l’immissione sul mercato europeo, la messa a disposizione e l’esportazione di prodotti fabbricati con il lavoro forzato. Se la Commissione europea conclude che un prodotto è stato fabbricato con il lavoro forzato, ne vietata l’immissione sul suo mercato e ne ordina il ritiro o lo smaltimento. Consapevoli che i loro prodotti potranno essere esaminati, le imprese fanno bene a dotarsi rapidamente di un sistema di gestione dei rischi e a rielaborare i loro contratti con i fornitori al fine di prevenire eventuali problemi nelle consegne.

In Germania è in vigore dal 1° gennaio 2024 la legge sulle catene di approvvigionamento, che prevede obblighi di diligenza in materia di diritti umani e ambiente per le imprese che contano più di 1000 dipendenti in Germania.

Dal 2018 una legge francese impone alle imprese con 5000 dipendenti in Francia o 10000 in tutto il mondo di sottoporre le loro catene del valore a un processo di dovuta diligenza ambientale e dei diritti umani.

Oltre alle norme sopra illustrate, nell'Unione europea e nei suoi Stati membri esistono numerose altre disposizioni giuridiche in materia di sostenibilità, ad esempio in materia di tutela dell'ambiente, condizioni di lavoro o sicurezza dei prodotti.

Norme RSI elaborate da organizzazioni internazionali

Linee guida OCSE per le imprese multinazionali sulla condotta responsabile d’impresa

Le linee guida (in francese) dell’OCSE stabiliscono norme comportamentali esaustive che i governi rivolgono alle imprese multinazionali e che vanno attuate ovunque tali imprese siano operative. Coprono tutte le aree chiave di quella che è considerata una condotta responsabile d’impresa, tra cui i diritti umani, i diritti dei lavoratori, l’ambiente, la corruzione, gli interessi dei consumatori, la divulgazione di informazioni, la scienza, la tecnologia, la concorrenza e la fiscalità. Queste linee guida non sono giuridicamente vincolanti, ma la loro attuazione è promossa dai Punti di contatto nazionali (PCN) degli Stati firmatari. Le eventuali violazioni devono essere denunciate ai PCN, i quali possono istituire una piattaforma di dialogo o avviare una procedura di mediazione. L’attuazione delle linee guida (disponibile solo in francese) da parte delle imprese, e in particolare il dovere di diligenza, è supportata da guide generali e settoriali (che comprendono anche i settori minerario, agricolo, tessile e finanziario).

Principi guida delle Nazioni Unite su imprese e diritti umani

I Principi guida (disponibile sole francese) dell’ONU si basano su tre pilastri:

  • Obbligo dello Stato: gli Stati sono tenuti ad avviare i necessari provvedimenti (p. es. leggi, incentivi e misure di promozione) atti a proteggere la popolazione da violazioni dei diritti umani, anche da parte di attori privati (imprese incluse).
  • Responsabilità delle imprese: le imprese sono tenute a rispettare i diritti umani e, secondo le circostanze, ad agire con la dovuta diligenza.
  • Diritto a un ricorso effettivo: gli Stati e le imprese hanno la responsabilità di fornire un aiuto effettivo ai soggetti colpiti attraverso strumenti giudiziali e stragiudiziali.

I Principi guida sono applicati a tutti gli Stati e a tutte le imprese a prescindere da dimensioni, settore operativo, sede, proprietà e struttura. Non costituiscono tuttavia un obbligo giuridico di diritto internazionale. Il Piano d’azione nazionale su imprese e diritti umani mostra come sono attuati in Svizzera.

Global Compact dell’ONU

Con i suoi 10 principi universali su diritti umani, norme sul lavoro, ambiente e lotta alla corruzione, il Global Compact delle Nazioni Unite (UNGC) affronta le tematiche della responsabilità sociale d’impresa e funge da piattaforma di networking e di apprendimento. Con circa 25000 imprese e organizzazioni partecipanti, questa iniziativa strategica è oggi la più grande rete mondiale per una condotta responsabile d’impresa. Ogni anno le imprese partecipanti sono tenute a pubblicare un rapporto sui progressi compiuti nell’attuazione dei principi. La Confederazione sostiene la rete svizzera del Global Compact (disponibile solo en francese) tramite un partenariato.

Agenda 2030 per uno sviluppo sostenibile

L’Agenda 2030 dell’ONU (2015) contiene 17 obiettivi di sviluppo sostenibile, suddivisi a loro volta in 169 sottoobiettivi. Il contributo della Svizzera all’Agenda 2030 è illustrato nella Strategia per uno sviluppo sostenibile.

Comunicati stampa

La nuova legge federale sulla gestione sostenibile delle imprese rafforza la tutela dei diritti umani e dell’ambiente e sgrava le PMI

02.04.2024

Rapporto sulla sostenibilità: il Consiglio federale rafforza il sostegno alle PMI

05.11.2025

Il Consiglio federale è stato informato sugli accertamenti riguardanti il Regolamento UE sulla deforestazione

14.08.2024

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Linee Guida OCSE per una condotta aziendale responsabile

Le linee guida contengono raccomandazioni, tra l'altro, in merito alla due diligence basata sul rischio nei settori dei diritti umani e del lavoro, dell'ambiente e della lotta alla corruzione.

Indicazioni in 3 direzioni: Guidance, Assitance e Support

Strumenti di attuazione della RSI per le imprese

La RSI aiuta a individuare i rischi legati alla sostenibilità nelle catene del valore. La SECO sostiene gli strumenti che facilitano un comportamento responsabile anche da parte delle PMI.

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