Misure d’accompagnamento: controlli più mirati ad alto livello

Berna, 26.04.2013 - Il numero di controlli effettuati è di nuovo cresciuto nel 2012 e supera nettamente le esigenze dell'Ordinanza sui lavoratori distaccati. La professionalizzazione degli organi di controllo consente di contrastare il fenomeno del dumping salariale in maniera più mirata ed efficace. Nel 2012, le commissioni tripartite e paritetiche hanno controllato le condizioni salariali e di lavoro presso più di 39 000 imprese e 150 000 persone.

Nel 2012 sono state notificate in Svizzera 202 815 persone per impieghi lavorativi inferiori a 90 giorni, il che equivale a un aumento del 13 per cento rispetto al 2011. Quasi la metà di esse erano fornitori di servizi (di cui circa un quarto lavoratori indipendenti), mentre le rimanenti sono state reclutate da datori di lavoro svizzeri o da agenzie di collocamento di personale a prestito. Con una durata di soggiorno media attorno ai 40 giorni, gli impieghi svolti da persone soggette all’obbligo di notifica sono per la maggior parte brevi. Essi hanno costituito nel 2012 lo 0,6 % del volume nazionale d’attività.

Esecuzione delle misure d’accompagnamento nel 2012
Nel 2012 le condizioni salariali e di lavoro sono state controllate presso più di 39 000 imprese e 150 000 persone. I controlli aziendali sono leggermente aumentati rispetto al 2011 e continuano pertanto a situarsi nettamente al di sopra di quanto disposto dall’ordinanza sui lavoratori distaccati, ossia 27 000 controlli all’anno. Le commissioni tripartite hanno verificato le condizioni salariali e di lavoro usuali nei settori privi di un contratto collettivo di lavoro (CCL) d’obbligatorietà generale presso 5 200 imprese che distaccano lavoratori, 3 200 indipendenti e oltre 6 700 datori di lavoro svizzeri, incrementando così le loro attività di controllo del 8 per cento rispetto al 2011. Le commissioni paritetiche, dal canto loro, hanno controllato il rispetto delle condizioni fissate nei contratti collettivi di lavoro d’obbligatorietà generale presso circa 7 400 imprese che distaccano lavoratori e 10 600 datori di lavoro svizzeri, il che rappresenta una diminuzione delle attività di controllo del 3 per cento rispetto al 2011. Esse hanno inoltre controllato lo statuto di 3 500 lavoratori indipendenti (+9 %).

Nei settori con contratto collettivo di lavoro d’obbligatorietà generale, i controlli hanno destato sospetti di violazione delle condizioni salariali minime fissate nel CCL per almeno un lavoratore nel 42 per cento delle imprese che distaccano lavoratori (+9 % rispetto al 2011) e nel 23 per cento delle imprese svizzere (-1 % rispetto al 2011). Secondo le esperienze maturate negli anni precedenti, a circa un terzo delle imprese sospettate di violazioni contro i salari minimi viene effettivamente inflitta una pena convenzionale da parte della commissione paritetica.

Nei settori senza CCL d’obbligatorietà generale le commissioni tripartite hanno riscontrato salari inferiori a quelli usuali presso l’11 per cento delle imprese che distaccano lavoratori (il che equivale a una riduzione rispetto all’anno precedente, rispettivamente del 3 %). Quanto ai datori di lavoro svizzeri, le commissioni tripartite hanno verificato casi di salari inferiori a quelli usuali presso il 10 per cento delle imprese (situazione stabile rispetto all’anno precedente).

In presenza di un caso di dumping salariale in un settore privo di CCL d’obbligatorietà generale, la commissione tripartita avvia una procedura di conciliazione con il datore di lavoro finalizzata al versamento della differenza salariale. Queste procedure si sono rivelate efficaci in molti casi: l’84 per cento di quelle avviate con imprese che distaccano lavoratori e il 70 per cento di quelle avviate con datori di lavoro svizzeri hanno avuto successo. Nei settori coperti da un CCL d’obbligatorietà generale i Cantoni possono anch’essi esigere la compensazione salariale dalle imprese che distaccano lavoratori dopo aver ricevuto il relativo dossier dalla commissione paritetica. Tra il 2009 e il 2012 i Cantoni hanno avviato questo tipo di procedure nei confronti di circa un quarto delle imprese che distaccano lavoratori, ree di violazioni. Circa tre quarti di queste procedure hanno avuto buon fine.

Sviluppi legislativi e miglioramento dell’esecuzione delle misure d’accompagnamento
Negli ultimi dieci anni la legislazione concernente le misure d’accompagnamento è stata oggetto di varie revisioni. Nel 2012 il Parlamento ha approvato numerose modifiche legislative volte a colmare le lacune individuate in questo campo. Dal 1° gennaio 2013 è possibile sanzionare i datori di lavoro svizzeri che non rispettano i salari minimi obbligatori previsti dai CCL. Inoltre, la lotta contro la pseudo-indipendenza dei prestatori di servizi stranieri è stata rafforzata mediante l’introduzione dell’obbligo di documentazione, che costringe tali prestatori a comprovare la loro indipendenza al momento di un controllo, e di altre misure. Dal 1° maggio 2013, inoltre, le imprese straniere dovranno dichiarare i salari dei lavoratori distaccati nell’ambito della procedura di notifica obbligatoria. A partire dalla metà del 2013, gli imprenditori contraenti del settore edilizio risponderanno solidalmente in caso di violazioni alle condizioni salariali e di lavoro minime commesse dai loro subappaltatori.

L’esecuzione delle misure d’accompagnamento è anch’essa soggetta a un costante processo di perfezionamento. Nel 2012 la SECO ha tra l’altro introdotto un sistema di audit presso gli organi preposti all’esecuzione delle misure d’accompagnamento. In collaborazione con le commissioni tripartite e paritetiche, la SECO promuove in particolare progetti volti a perfezionare la gestione degli organi d’esecuzione e di formazione. Questi miglioramenti mirano tra l’altro a perfezionare la collaborazione tra le commissioni paritetiche e tripartite e ad armonizzare l’esecuzione. Mediante lo sviluppo di un piano di formazione sarà possibile promuovere la professionalizzazione delle procedure in seno alle commissioni paritetiche.


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Ultima modifica 12.02.2020

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