Ucraina: impedire l’aggiramento delle sazioni internazionali

Berna, 02.04.2014 - Il 2 aprile 2014 il Consiglio federale ha emanato per mezzo di un’ordinanza delle misure volte a impedire l’aggiramento delle sanzioni internazionali in relazione al conflitto in Ucraina. Le misure entrano in vigore il 2 aprile 2014 alle ore 18:00.

In occasione della discussione sul conflitto in Ucraina del 26 marzo 2014 il Consiglio federale aveva preso conoscenza delle misure sanzionatorie inflitte da una parte della comunità internazionale e deciso che la Svizzera avrebbe adottato i provvedimenti necessari per impedire l'aggiramento di tali sanzioni sul proprio territorio.

Il 2 aprile 2014 il Consiglio federale ha deciso di non applicare le sanzioni dell'Unione europea (UE) ma di adottare misure per impedire l'aggiramento di tali sanzioni secondo quanto discusso il 26 marzo 2014.

A partire da subito gli intermediari finanziari con sede in Svizzera non potranno instaurare nuove relazioni d'affari con le 33 persone fisiche indicate in allegato all'ordinanza, ovvero con coloro che all'interno dell'UE sono soggette a sanzioni finanziarie. Con questo provvedimento il Consiglio federale intende evitare di dare l'impressione che la piazza finanziaria svizzera tragga vantaggio dalle misure restrittive dell'UE. Le persone indicate non potranno così trasferire in Svizzera i valori patrimoniali che detengono al di fuori dell'UE. Il trasferimento di valori patrimoniali dall'UE non è contemplato perché questi sono già bloccati dalle sanzioni dell'UE.

Le eventuali relazioni d'affari già esistenti non sottostanno al divieto, ma devono essere notificate senza indugio alla SECO con indicazione del beneficiario, dell'oggetto e valore delle relazioni. Con questo provvedimento il Consiglio federale vuole avere una visione d'insieme delle relazioni d'affari e dei valori patrimoniali detenuti in Svizzera dalle persone interessate, in modo da poter predisporre all'occorrenza ulteriori misure. La SECO seguirà l'evoluzione di tali relazioni d'affari.

Grazie all'accordo di associazione alla normativa di Schengen, la restrizione degli spostamenti che l'UE ha imposto alle 33 persone fisiche si applica anche in Svizzera e non è quindi necessario emanare misure speciali per impedire l'aggiramento di queste sanzioni.

Il Consiglio federale si riserva la possibilità di predisporre ulteriori misure in base all'evolversi della situazione.


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Ultima modifica 18.12.2020

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