Le prospettive congiunturali restano positive nonostante la ripresa ancora lenta delle esportazioni

Berna, 17.06.2014 - Previsioni congiunturali del gruppo di esperti della Confederazione per l’estate 2014* - L’economia svizzera ha continuato a crescere a buon ritmo anche nella primavera del 2014, ma questa forte dinamica congiunturale si contrappone a un andamento tuttora contenuto delle esportazioni nazionali. L’inversione di tendenza in questo settore si fa ancora attendere a causa, in particolare, dell’irregolarità del ritmo di ripresa della congiuntura mondiale. Il gruppo di esperti della Confederazione continua a ritenere che la ripresa congiunturale in Svizzera si consoliderà ed estenderà entro il 2015. Siccome le esportazioni tardano a riprendersi, anche il miglioramento della congiuntura potrebbe seguire un ritmo più lento di quanto previsto in marzo. Per il 2014 la crescita stimata del PIL è del 2% (previsione precedente: +2,2%), mentre per il 2015 si punta su un incremento al 2,6% (anziché al 2,7%). Nel complesso però, le prospettive congiunturali appaiono positive, per cui la ripresa del mercato del lavoro dovrebbe rafforzarsi progressivamente, con un conseguente calo della disoccupazione.

Congiuntura internazionale
L’economia mondiale continua a riprendersi, seppur con un andamento tuttora irregolare. Come previsto, soprattutto nell’eurozona la situazione economica sta migliorando molto lentamente e si esclude per ora una ripresa su vasta scala con effetti sui mercati del lavoro. Le differenze tra i vari Paesi restano grandi: la crescita è robusta in Germania e in alcuni Paesi dell’Europa del nord e viene ulteriormente spronata dalla politica monetaria espansiva della BCE. I Paesi dell’Europa meridionale, ma anche la Francia, sono invece molto lontani da queste dinamiche. Nei Paesi periferici del Sud una serie di cofattori – crescita debole, disoccupazione elevata e settore bancario in difficoltà – ha addirittura suscitato ancora più timori deflazionistici in seguito ai quali, a inizio giugno, la BCE ha allentato ulteriormente la sua politica monetaria. Nel complesso, nel 2014 e 2015 la lenta ripresa congiunturale dovrebbe proseguire nell’eurozona (aumento previsto del PIL: +1% nel 2014, +1,5% nel 2015).

La ripresa della congiuntura statunitense appare invece più consolidata. Il rallentamento registrato nel primo trimestre, che ha segnato solo una breve interruzione della ripresa, era dovuto principalmente alle condizioni meteorologiche (sospensioni temporanee della produzione a causa del rigido inverno a inizio anno). Il proseguimento della politica monetaria espansiva e la diminuzione del consolidamento fiscale dovrebbero contribuire a una crescita molto più marcata del PIL negli USA (a oltre il 3% nel 2015).

In molti Paesi emergenti l’andamento economico risente da tempo di un contesto finanziario meno favorevole (in particolare, maggiori deflussi di capitale, tassi più elevati) e le loro prospettive di crescita rimangono per ora alquanto modeste. Nell’Europa orientale la situazione è aggravata dal conflitto Russia/Ucraina, che crea incertezza e compromette sensibilmente la congiuntura russa. In Cina il governo è impegnato a frenare l’eccessiva crescita del credito degli ultimi anni, che ha portato a maggiori investimenti sbagliati e a rischi di perdite per il settore bancario. Queste misure potrebbero rallentare la dinamica congiunturale, ma in caso di successo dovrebbero portare a una crescita più sostenibile a medio termine.

Previsioni congiunturali per la Svizzera
L’economia svizzera ha proseguito anche nella primavera del 2014 la sua crescita relativamente robusta (aumento del PIL dello +0,5% nel primo trimestre). La situazione congiunturale fa però registrare ancora un andamento bifronte, caratterizzato da un lato da una buona congiuntura interna e dall’altro da un certo ristagno dei settori dediti all’esportazione. Negli anni passati, dopo la crisi finanziaria 2008/09, la crescita del PIL svizzero è stata trainata soprattutto dalla domanda interna (consumi e investimenti nell’edilizia), mentre il commercio estero (saldo della bilancia commerciale) non ha praticamente più fornito impulsi positivi.

La ripresa delle esportazioni nei vari settori continua a farsi attendere. A parte l’evidente aumento fatto registrare dal settore chimico-farmaceutico, altri segmenti importanti quali l’industria metalmeccanica ed elettrica hanno conosciuto un’evoluzione alquanto modesta nella prima parte dell’anno. Le esportazioni svizzere di beni accusano praticamente un ristagno dal 2011. Si conferma invece la crescita delle esportazioni di servizi sicché – sebbene l’andamento delle importazioni sia rimasto positivo – anche i servizi hanno dato un modesto contributo alla crescita della bilancia commerciale nell’ultimo triennio.

La ripresa dell’export industriale appare molto più lenta del previsto: oltre all’instabilità della congiuntura mondiale, un’altra causa potrebbe essere la difficile posizione concorrenziale delle aziende svizzere, svantaggiate dal franco. Nonostante il tasso minimo di cambio con l’euro, la valutazione della nostra moneta resta piuttosto forte rispetto a molte altre valute. Il calo dell’inflazione in molti Paesi europei e in certi casi il rischio di deflazione complicano ancor più la situazione per le esportazioni svizzere (se all’estero i prezzi diminuiscono, è più delicato compensare l’aumento del tasso di cambio, attraverso un’inflazione più bassa in Svizzera rispetto all’estero). Il calo dei prezzi all’esportazione degli ultimi trimestri potrebbe essere un indizio del fatto che gli esportatori svizzeri rimangono esposti a una forte pressione sui prezzi e sui margini.

In ogni caso, ammesso che la congiuntura mondiale mantenga questo trend di crescita positivo, per il resto dell’anno si prevede un graduale aumento delle esportazioni nazionali. Il gruppo di esperti della Confederazione continua a ritenere che entro il 2015 la congiuntura svizzera si consoliderà. Il ritardo nella ripresa dell’export potrebbe però rallentare lievemente la ripresa congiunturale rispetto alle previsioni dello scorso marzo. Questo timore sembra confermato anche dagli indicatori un po’ meno ottimistici degli ultimi tempi (ad es. l’indice dei direttori degli acquisti nel settore industriale e il barometro congiunturale del KOF). Le previsioni congiunturali sono quindi state leggermente riviste al ribasso. Per il 2014 si stima ora una crescita del PIL del 2% (anziché +2,2%), che nel 2015 dovrebbe salire al 2,6% (previsione precedente: 2,7%).

Si continuano a prevedere impulsi congiunturali positivi della domanda interna. Gli investimenti nell’edilizia continuano a beneficiare dei tassi d’interesse bassi e dell’incremento demografico. Tuttavia, alcuni fattori frenanti quali la diminuzione degli impulsi provenienti dal settore del genio civile, la limitazione delle abitazioni secondarie e, in parte, maggiori incertezze in termini pianificatori dopo l’accettazione dell’iniziativa contro l’immigrazione di massa potrebbero rallentare lo sviluppo del settore. Considerato l’aumento dell’occupazione e del reddito, i consumi privati rimarranno probabilmente una delle colonne portanti della congiuntura, seppur meno dinamici rispetto agli ultimi anni. Le previsioni ottimistiche sul fronte delle esportazioni e il miglior utilizzo della capacità produttiva lasciano intravvedere una ripresa più chiara anche degli investimenti in beni strumentali, finora deboli.

Anche il miglioramento della situazione sul mercato del lavoro è proseguito a rilento. Il numero (destagionalizzato) dei senza lavoro è leggermente diminuito nei primi cinque mesi dell’anno, ma il tasso di disoccupazione resta al 3,2%. Considerate le prospettive congiunturali fondamentalmente positive, la ripresa del mercato del lavoro dovrebbe lentamente rafforzarsi: dal 3,2% del 2013 il tasso dovrebbe scendere quest’anno al 3,1% e nel 2015 al 2,8% (previsioni invariate).

Rischi congiunturali
Sebbene l’economia mondiale sia in fase di ripresa moderata, permangono notevoli rischi, in primis il fragile sistema finanziario nell’eurozona. In molti Paesi comunitari periferici le banche sono impegnate con il risanamento dei bilanci, di conseguenza sono piuttosto caute nel concedere crediti alle imprese, il che ostacola la ripresa economica di questi Paesi e fa aumentare il pericolo di una deflazione. Resta ancora da vedere se l’allentamento della politica monetaria della BCE ai primi di giugno riuscirà a incentivare la concessione di crediti da parte delle banche e se gli stress test previsti in autunno nell’UE aumenteranno la fiducia negli istituti finanziari o se, invece, genereranno nuove incertezze sui mercati finanziari (ad es. in caso di pessimi risultati). Altri rischi che incombono sull’economia mondiale sono il graduale abbandono da parte degli USA della politica monetaria espansiva (tapering), i cui effetti sui mercati finanziari globali non sono chiari (in particolare nei Paesi emergenti), e le incerte prospettive di crescita della Cina.

Oltre a questi rischi congiunturali globali, la Svizzera deve continuare ad osservare internamente il rischio di eccessi e squilibri nella configurazione del mercato immobiliare visto che nel prossimo futuro i tassi d’interesse resteranno bassi. Infine, le future relazioni con l’Unione europea dopo l’accettazione dell’iniziativa contro l’immigrazione di massa rappresentano un fattore di incertezza che può incidere sul comportamento degli investitori e sulle prospettive di crescita a medio termine.

* Il gruppo di esperti della Confederazione pubblica quattro volte l’anno una previsione sull’andamento della congiuntura in Svizzera. L’attuale previsione del mese di giugno 2014 è commentata nel presente comunicato stampa. L’ultimo numero di «Tendances conjoncturelles», una pubblicazione trimestrale della SECO, integra queste previsioni e approfondisce altri aspetti dell’attuale evoluzione congiunturale. La pubblicazione è allegata ai numeri di febbraio, aprile, luglio e ottobre della rivista «La Vie économique» (www.lavieeconomique.ch). È consultabile gratuitamente anche in Internet, in formato pdf: (http://www.seco.admin.ch/themen/00374/00375/00381/index.html?lang=fr).


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Ultima modifica 12.02.2020

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