Coronavirus: funzioni religiose nuovamente consentite e base legale dell’app SwissCovid

Berna, 20.05.2020 - Nella sua seduta del 20 maggio 2020, il Consiglio federale ha deciso che dal prossimo 28 maggio potranno riprendere le funzioni religiose, a condizione che le comunità dei credenti dispongano di piani di protezione. Ha inoltre adottato e trasmesso al Parlamento una modifica urgente della legge sulle epidemie che costituirà la base legale dell’app SwissCovid. Infine, ha incaricato il Dipartimento federale dell’interno di fare il necessario per assicurare tempestivamente alla Svizzera l’accesso al vaccino.

Le comunità dei credenti devono poter riprendere a praticare insieme la loro religione. Dal prossimo 28 maggio sono quindi nuovamente consentiti i servizi e le celebrazioni di tutte le religioni. Le comunità dei credenti hanno una settimana di tempo per dotarsi di piani di protezione e per garantire la ricostruzione delle catene d'infezione. L'Ufficio federale della sanità pubblica ha elaborato un piano generale di protezione per questo settore.

Base legale dell'app SwissCovid
Il Consiglio federale ha inoltre adottato la base legale della nuova app SwissCovid: la modifica della legge sulle epidemie conferisce all'Ufficio federale della sanità pubblica la facoltà di gestire un sistema per il tracciamento di prossimità che consentirà di contenere la diffusione del virus. I dati trattati nell'app serviranno unicamente a informare le persone che partecipano al sistema sull'eventualità che siano state esposte al coronavirus. L'app integra il tracciamento tradizionale dei contatti svolto dai Cantoni per ricostruire e interrompere le catene d'infezione.

L'uso dell'app è volontario e la partecipazione o non partecipazione al sistema di tracciamento di prossimità non deve comportare né vantaggi né svantaggi di sorta. La protezione dei dati è garantita in ogni momento, in quanto i dati sono salvati in modo decentralizzato e il sistema non rileva la posizione dei partecipanti. Le specifiche tecniche e il codice sorgente sono pubblici. Non appena il sistema non sarà più necessario alla lotta contro il coronavirus, il Consiglio federale ne sospenderà l'esercizio.

Il disegno di legge sarà discusso in Parlamento nel mese di giugno, durante la sessione estiva: se sarà adottato, l'app SwissCovid potrà essere introdotta in tutta la Svizzera ancora prima della fine di giugno. Nelle prossime settimane sarà sottoposta a un test pilota.

Assicurare l'accesso al vaccino
Affinché la popolazione svizzera possa disporre il più rapidamente possibile di un vaccino sicuro ed efficace, il Consiglio federale intende accelerarne la ricerca e lo sviluppo. Occorrerà inoltre contribuire ad assicurare un accesso equo a tutti i Paesi. Presumendo infatti che la protezione immunitaria in Svizzera, come altrove, sarà bassa dopo la prima ondata epidemica, il Consiglio federale stima che la domanda mondiale di un vaccino sarà molto elevata.

Il Consiglio federale ha incaricato il Dipartimento federale dell'interno di avviare, insieme al Dipartimento federale della difesa, della protezione della popolazione e dello sport, negoziati con i produttori di vaccini. I costi per le dosi vaccinali necessarie e per le misure atte a garantirne la disponibilità sono stimati a circa 300 milioni di franchi, che potranno presumibilmente essere attinti dai crediti già approvati per la lotta contro il coronavirus.

Personale ospedaliero: ripristinate le normali ore di lavoro e di riposo
Dato che nella maggior parte dei reparti degli ospedali la situazione è nel frattempo ritornata alla normalità, dall'inizio di giugno saranno ripristinate per il personale ospedaliero le ore di lavoro e di riposo stabilite dalla legge.


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Ultima modifica 14.09.2020

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