Misure collaterali: consolidamento a un livello elevato

Berna, 27.04.2012 - Il numero dei controlli effettuati si è consolidato attestandosi a un livello elevato. Il numero minimo di 27 000 controlli stabilito nell’ordinanza sui lavoratori distaccati è stato infatti ampiamente superato.

Dal rapporto della SECO sull’attuazione delle misure collaterali nel 2011 emerge che le commissioni cantonali tripartite hanno verificato le condizioni lavorative e salariali di circa 7 000 aziende distaccati e oltre 7 200 imprese svizzere. Da parte loro, le commissioni paritetiche competenti per i settori in cui si applicano contratti collettivi di lavoro di obbligatorietà generale hanno controllato circa 7 500 aziende distaccanti e 11 000 imprese svizzere. È stato inoltre accertato lo statuto di circa 5 600 lavoratori indipendenti soggetti a notifica.

Contrariamente alle commissioni tripartite, che hanno registrato un lieve incremento della percentuale dei presunti casi di dumping salariale fino al 14% nelle aziende distaccanti e fino al 9% nelle imprese svizzere, le commissioni paritetiche hanno riscontrato un calo, seppur leggero, del numero di presunte infrazioni. Mentre la percentuale di casi sospetti nelle aziende distaccanti è diminuita di 3 punti percentuali attestandosi al 35%, per i datori di lavoro svizzeri il calo è stato più netto (dal 41% al 26%). L’esperienza dimostra che, in generale, le commissioni paritetiche segnalano quote maggiori di presunte infrazioni rispetto alle commissioni cantonali tripartite. Alla fine circa un terzo dei casi di infrazioni riscontrati dalle commissioni paritetiche viene notificato ai Cantoni affinché vengano applicate le sanzioni previste. Attualmente non è possibile definire chiaramente la differenza tra casi presunti e confermati di dumping salariale poiché non tutte le commissioni paritetiche segnalano sistematicamente i reati ai Cantoni. A un esame più approfondito non tutti i sospetti si rivelano fondati e, soprattutto per le infrazioni di minore entità, le aziende sono spesso disposte a versare i salari arretrati affinché il caso non venga segnalato ai Cantoni.

Analizzando i dati degli ultimi anni si può constatare che circa la metà dei casi di dumping salariale segnalati è stata oggetto di sanzioni passate in giudicato da parte delle autorità cantonali. In questi casi, l’autorità sanzionante tiene conto della gravità dell’infrazione e di un’eventuale pagamento a posteriori da parte dell’azienda coinvolta.

Nell’80% dei casi le procedure di conciliazione avviate con le aziende distaccanti hanno avuto successo, concludendosi con il versamento del salario, mentre le procedure di conciliazione con i datori di lavoro svizzeri hanno avuto esito positivo quasi nel 70% dei casi. Gli organi d’esecuzione fanno sapere che una quota compresa fra il 70% (commissioni paritetiche) e l’80% (Cantoni) delle aziende distaccanti paga effettivamente le sanzioni imposte. Le procedure di conciliazione che vanno a buon fine, la disponibilità a pagare le multe comminate e il basso tasso di recidiva dimostrano che le aziende distaccanti e i datori di lavoro svizzeri si sforzano di comportarsi correttamente. L’esecuzione delle misure collaterali raggiunge quindi gli effetti sperati. Tuttavia, le infrazioni accertate mostrano quanto sia importante la presenza sul posto degli ispettori del mercato del lavoro.

Nel 2011 il numero di lavoratori distaccati provenienti dai Paesi UE/AELS ha segnato di nuovo un forte incremento. Mentre nel 2010 i lavoratori distaccati attivi in Svizzera erano 59 125, nel 2011 ne sono stati registrati 66 150. Complessivamente, nel 2011 hanno lavorato in Svizzera per un periodo minore o uguale a 90 giorni quasi 180 000 dimoranti temporanei soggetti a notifica (lavoratori distaccati, indipendenti e persone assunte a breve termine da datori di lavoro svizzeri). Rispetto al 2010 il numero di dimoranti temporanei soggetti a notifica è cresciuto del 22%.

Negli ultimi anni è cresciuta anche l’importanza dei lavoratori indipendenti soggetti a notifica. Benché costituiscano solo una parte molto piccola dell’occupazione totale, dal 2005 a oggi l’aumento medio annuo del numero di lavori indipendenti soggetti a notifica è stato notevole (+21%). La maggior parte degli indipendenti che provengono dai Paesi UE/AELS opera nei rami accessori all’edilizia e nel settore manifatturiero. È per questo che i controlli per accertare lo status di lavoratore indipendente si svolgono prevalentemente in tali settori. Complessivamente, il 10% degli esaminati è sospettato di essere pseudo-indipendente.

Le esperienze maturate finora nell’ambito delle misure collaterali mostrano la presenza di lacune nella legislazione vigente. Ad esempio, gli strumenti per combattere il lavoro indipendente fittizio o sanzionare i datori di lavoro svizzeri che violano le disposizioni di un contratto normale di lavoro sono limitati. Per colmare queste lacune a livello legislativo, il 2 marzo 2012 il Consiglio federale ha approvato la legge federale sull’adeguamento delle misure collaterali alla libera circolazione delle persone. Attualmente, le Camere federali stanno discutendo il disegno di legge. Contemporaneamente, la SECO, le parti sociali e i Cantoni si accingono a migliorare i processi relativi all’attuazione. Inoltre, il 18 aprile 2012 il Consiglio federale ha incaricato il DFE di formulare proposte concrete per garantire il rispetto delle condizioni lavorative e salariali da parte dei subappaltatori.


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Ultima modifica 12.02.2020

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