Esportazioni di materiale bellico nel 2006

Berna, 15.02.2007 - Nel 2006 la Svizzera ha esportato materiale bellico in 62 Paesi per un totale di 397,6 milioni di franchi (2005: 258,7 milioni), una cifra pari allo 0,21% (0,17%) del totale delle merci esportate dal nostro Paese.

Tale aumento a 397,6 milioni di franchi è dovuto soprattutto alla fornitura di una sessantina di mezzi corazzati, di 8 veicoli d’esplorazione del valore di 92 milioni di franchi all’esercito danese e di 24 obici corazzati all’esercito cinese per un valore di 20 milioni di franchi. Inoltre nella statistica doganale sono stati registrati per la prima volta nel 2006 il traffico di perfezionamento e le merci di ritorno di origine svizzera per un totale di circa 48 milioni di franchi*.

A seguito di questa inclusione, i dati del 2006 non sono direttamente paragonabili con quelli del 2005. Considerando il regime di perfezionamento e le merci di ritorno, nel 2005 le esportazioni di materiale bellico sarebbero ammontate a 296 milioni di franchi, il che corrisponde a un aumento di 37 milioni di franchi (+ 14,3 %) rispetto all’importo registrato di 258,7 milioni di franchi. Pertanto nel 2006 l’aumento reale delle esportazioni di materiale bellico è stato del 34%.

Circa l’84% (86 % nell’anno precedente) del materiale bellico esportato era destinato ai 25 paesi dell’allegato 2 dell’ordinanza concernente il materiale bellico (OMB), che partecipano ai quattro regimi internazionali di controllo delle esportazioni (Gruppo dei Paesi fornitori di prodotti nucleari, Gruppo d’Australia, regime di controllo della tecnologia dei razzi e dell’accordo di Wassenaar)**.

Ripartite per continenti, le esportazioni in Europa rappresentano il 71% del totale (anno precedente: 76%), verso l’America il 22% (14%), in Asia il 5% (9%), in Africa l’1% (1%) e in Australia lo 0,4% (0,4%).

I principali importatori di materiale bellico sono stati la Danimarca per un valore di 111 milioni di franchi, la Germania con 56 milioni di franchi, gli Stati Uniti d’America con 53 milioni di franchi, il Cile con 35 milioni di franchi, e infine Spagna e Francia con 19 milioni di franchi ciascuna.

Se suddivise secondo le categorie di materiale bellico figuranti all’allegato 1 OMB, le esportazioni hanno riguardato veicoli corazzati o loro componenti (cat. KM 6) per il 41%, munizioni e loro componenti per armi di ogni calibro (cat. KM 3) per il 19%, aeromobili militari e loro componenti (cat. KM 10) per un totale pari al 14%. Il restante 24% è costituito da altre sette categorie di materiale bellico, vale a dire KM1, KM 2, KM 4, KM 5, KM 7, KM 8 e KM 16.

Nell’anno in questione sono state inoltrate alla SECO 2’365 domande di esportazione (2005: 2’153). Di queste, 2'353 – per un valore di 942,3 milioni di franchi – sono state accolte, 12 (9) domande, riguardanti 10 (7) Paesi di destinazione diversi, sono state respinte (per un valore totale di 3,5 (0,6) milioni di franchi). Si tratta, nello specifico, di cinque Paesi dell’Europa dell’Est, di tre Stati latinoamericani e di due Paesi asiatici.

La differenza registrata nel periodo in rassegna fra il valore delle esportazioni effettive e quello delle domande d'esportazione autorizzate è riconducibile al fatto che alcuni beni oggetto di autorizzazioni possono essere esportati solo nell'anno successivo. Inoltre alcune autorizzazioni non vengono utilizzate per assenza della necessaria copertura finanziaria o perché, per altre ragioni, l’ordine viene sospeso o annullato.

Come nel 2005, le domande respinte riguardavano l’esportazione di armi da fuoco portatili (cat. KM 1), di munizioni e loro componenti (cat. KM 3). Nel 2006 gli esportatori hanno presentato 37 (51) domande di parere preliminare per determinare se, almeno in linea di principio, era possibile ottenere un'autorizzazione d'esportazione a favore di un cliente in un determinato Paese. 19 (26) di esse, riguardanti 16 (19) Paesi, hanno ottenuto una risposta negativa.

* Con il recepimento di una serie di norme internazionali, dall’1.1.2006 le statistiche del commercio estero svizzero contengono anche i dati relativi alle merci di ritorno e al traffico di perfezionamento. Quest’ultimo comprende l’importazione temporanea di merci a scopo di lavorazione, trasformazione o riparazione. Per la riesportazione dei beni era necessaria anche in passato un’autorizzazione della SECO. Tali riesportazioni non erano finora registrate nella statistica doganale svizzera.

** Argentina, Australia, Austria, Belgio, Canada, Danimarca, Finlandia, Francia, Germania, Giappone, Gran Bretagna, Grecia, Irlanda, Italia, Lussemburgo, Norvegia, Nuova Zelanda, Paesi Bassi, Polonia, Portogallo, Repubblica ceca, Spagna, Svezia, Ungheria, USA.


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Ultima modifica 14.09.2020

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