Il Consiglio federale approva un rapporto sulla migrazione pendolare

Berna, 29.04.2015 - Il 29 aprile 2015 il Consiglio federale ha approvato un rapporto sul tema della «migrazione pendolare nella cura degli anziani» che illustra numerose soluzioni per migliorare le condizioni di lavoro delle migranti. Il DEFR è incaricato di presentare entro la metà del 2016 una stima dei costi della regolamentazione. Inoltre, in collaborazione con il DFI e il DFGP, i Cantoni, le parti sociali e le organizzazioni che rappresentano i diretti interessati discuteranno possibili soluzioni e sottoporranno proposte concrete al Consiglio federale entro la fine del 2016.

L'assistenza alle persone anziane bisognose di cure, in abitazioni private, è sempre più affidata a donne provenienti dai Paesi dell'UE. Queste assistenti, generalmente ben qualificate, si trasferiscono in Svizzera per un periodo non superiore a tre mesi, durante il quale vivono e lavorano in casa dell'anziano per sbrigare lavori domestici e assisterlo spesso 24 ore su 24. Siccome l'attività lavorativa presso le economie domestiche non rientra nel campo d'applicazione della legge sul lavoro e attraverso un accordo scritto si può derogare ai contratti normali di lavoro cantonali, per questi rapporti di lavoro non esistono norme vincolanti, specialmente per quanto riguarda la durata del lavoro e del riposo. Alla luce della crescente domanda di questa tipologia di assistenza agli anziani, il Consiglio federale è stato incaricato con il postulato del 16 marzo 2012 della consigliera nazionale Barbara Schmid-Federer («Condizioni quadro per le migranti pendolari impiegate nella cura degli anziani») di verificare come migliorare le condizioni quadro giuridiche per le migranti pendolari.

Il rapporto illustra diverse soluzioni. Ad esempio, si potrebbe obbligare i datori di lavoro a comunicare ai propri dipendenti le norme giuridiche in vigore e i rimedi giuridici. Viene proposta inoltre la creazione di un contratto normale di lavoro nazionale, ovvero rafforzare i contratti normali di lavoro cantonali con disposizioni vincolanti in materia di condizioni di lavoro. Ciò presuppone una revisione degli articoli corrispondenti del Codice delle obbligazioni. Un'altra possibilità consisterebbe nel definire un nuovo fondamento giuridico nella legge sul lavoro per poi creare una nuova ordinanza ad hoc per questi rapporti di lavoro. In entrambi i casi, nonché per le altre opzioni descritte nel rapporto, bisognerebbe disciplinare con chiarezza le competenze per l'esecuzione delle disposizioni. È verosimile che le soluzioni delineate facciano aumentare i costi per i diretti interessati e probabilmente per il sistema socio-sanitario. Il DEFR è incaricato di presentare entro la metà del 2016 una stima dei costi per la regolamentazione delle soluzioni delineate, sia per i diretti interessati che per il sistema socio-sanitario. Inoltre, in collaborazione con il DFI e il DFGP, i Cantoni, le parti sociali e le organizzazioni che rappresentano i diretti interessati discuteranno le soluzioni illustrate nel rapporto e sottoporranno proposte concrete al Consiglio federale entro la fine del 2016.


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Ultima modifica 13.09.2019

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