Sanzioni contro la Repubblica del Mali

Berna, 22.11.2017 - Il 22 novembre 2017 il Consiglio federale ha ordinato misure coercitive nei confronti della Repubblica del Mali nonché di individui e altri soggetti che direttamente o indirettamente impediscono la pace e la stabilità in questo Paese. Così facendo, ha trasposto nel diritto svizzero le sanzioni pronunciate dal Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite nella risoluzione 2374 (2017). L’ordinanza entra in vigore il giorno stesso.

La risoluzione 2374 (2017) del 5 settembre 2017 del Consiglio di sicurezza dell’ONU dispone il blocco degli averi e un divieto di entrata e di transito nei confronti di persone o soggetti che intraprendono o sostengono atti che minacciano la pace, la sicurezza o la stabilità nel Mali. Attualmente nella lista delle persone e organizzazioni interessate dalle misure non figura ancora alcun nome.

Il Consiglio di sicurezza ha deciso queste misure per agevolare l’applicazione dell’Accordo per la pace e la riconciliazione nel Mali firmato nel 2015 ad Algeri. Il Paese è infatti in crisi, dopo che la parte settentrionale è finita sotto il controllo di gruppi indipendentisti e terroristi dal 2012 al 2013 e dopo il colpo di Stato del marzo 2012. Lo svolgimento delle elezioni (nel 2013 e nel 2016) e la firma dell’Accordo di Algeri costituiscono senz’altro uno sviluppo positivo. Permangono tuttavia delle difficoltà nell’attuazione dell’Accordo, legate all’instabilità del governo, all’insoddisfazione sociale e alle azioni terroristiche nel nord del Paese. Adottando all’unanimità la risoluzione 2374 (2017), il Consiglio di sicurezza dell’ONU, in applicazione del Capitolo VII dello Statuto delle Nazioni Unite, ha vietato gli spostamenti e bloccato gli averi di individui e soggetti che saranno specificati dal Comitato delle sanzioni.

Con l’ordinanza del 22 novembre 2017 il Consiglio federale si è allineato alla risoluzione 2374 (2017). Le misure entreranno in vigore il 22 novembre 2017 alle 18.00.


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Ultima modifica 14.09.2020

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