Lavoratori dipendenti cittadini dell’UE-27/AELS

Obbligo di autorizzazione per i lavoratori che iniziano un’attività di durata superiore a 90 giorni per anno civile in Svizzera

Gli Stati dell’UE-27 e dell’AELS beneficiano della libera circolazione totale delle persone. Tuttavia, per l’esercizio di un’attività dipendente da parte dei cittadini di questi Paesi vigono obblighi di notifica e di autorizzazione. Nel caso dei lavoratori che svolgono un’attività dipendente in Svizzera per conto di un datore di lavoro svizzero di durata superiore a 90 giorni (ininterrottamente o suddivisa in più periodi) nell’arco di un anno civile occorre l’obbligo di autorizzazione. Il compito di procurarsi tale autorizzazione in questo caso spetta dunque al lavoratore. La presente regolamentazione si applica sia a coloro che intendono stabilirsi o soggiornare in Svizzera durante lo svolgimento dell’attività lucrativa sia ai frontalieri. Negli altri casi (distacco in Svizzera, inizio di un’attività in Svizzera di durata inferiore o uguale a 90 giorni per anno civile) gli eventuali obblighi di notifica e di autorizzazione spettano al datore di lavoro. Informazioni in merito sono disponibili nella rubrica relativa agli obblighi dei datori di lavoro. 

Reintroduzione a termine dei contingenti massimi per i lavoratori dell'UE-2

Il Consiglio federale ha attivato la clausola di salvaguardia nei riguardi dei cittadini bulgari e rumeni con effetto al 1° giugno 2017. Nel quadro di questa clausola di salvaguardia, il contingentamento dei permessi di dimora B UE/AELS è reintrodotto per la durata di un anno. Questo provvedimento interessa i lavoratori cittadini dell’UE-2 che assumono un impiego di lunga durata in Svizzera (ossia di oltre un anno o di durata indeterminata) oppure che si stabiliscono nel nostro Paese in qualità di lavoratori autonomi.

Ultima modifica 13.12.2017

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