Materie prime

Il settore delle materie prime, consolidatosi nel corso del tempo, riveste per la Svizzera un'enorme importanza economica. Questo fatto rappresenta per il nostro Paese tutta una serie di sfide: da un lato, infatti, la Svizzera si trova a far fronte a una dura concorrenza internazionale. Dall'altro, soprattutto l'estrazione della materie prime solleva numerose sfide, concernenti ad esempio il rispetto dei diritti umani, gli standard ambientali e sociali e la trasparenza dei flussi finanziari. La Svizzera è fortemente intenzionata a mantenere le sue condizioni quadro favorevoli, riducendo però i rischi cui è esposta.

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La Svizzera deve il suo ruolo di spicco nel commercio internazionale di materie prime alla sua lunga tradizione in questo settore e al suo contesto economico, favorevole alle imprese di tutti i settori. Quest’ultimo è caratterizzato da condizioni quadro politiche, economiche e giuridiche stabili e prevedibili, da una fiscalità per imprese concorrenziale e da un contesto normativo favorevole all’imprenditoria. Tra gli altri fattori di successo della piazza svizzera delle materie prime, quali la disponibilità di personale qualificato, anche il sistema finanziario altamente sviluppato e stabile contribuisce all’attrattiva della nostra piazza.

Anche in questo settore, infatti, la piazza economica elvetica deve confrontarsi con una concorrenza internazionale molto forte, guidata principalmente da Paesi come Singapore, Dubai (Emirati Arabi Uniti), Cina (in particolare Hong Kong), USA, Gran Bretagna e Olanda. Le piazze di scambio emergenti si sono posizionate favorevolmente nei confronti della Svizzera soprattutto per quanto riguarda la fiscalità e i costi imputabili alla regolamentazione. La Svizzera ha dunque il compito di mantenere attrattive e affidabili e di rafforzare le sue condizioni quadro.

La crescente importanza di questo settore pone altre serie problematiche, ad esempio in relazione ai diritti umani e alla situazione ambientale nei Paesi esportatori, alla lotta contro la corruzione nonché al fenomeno della «maledizione delle risorse» nei Paesi in via di sviluppo. Queste sfide possono tradursi in rischi di reputazione tanto per i singoli operatori quanto per il nostro Paese in generale, soprattutto se il comportamento delle società ivi domiciliate dovesse risultare incompatibile con le posizioni assunte e promosse dalla Svizzera nei campi della politica in materia di sviluppo, della promozione della pace, dei diritti umani e degli standard sociali e ambientali.

Nel 2015 il Consiglio federale ha approvato un documento programmatico e piano d’azione sulla responsabilità sociale d’impresa (RSI) con l’obiettivo di informare le aziende sulle aspettative della Confederazione e di offrire una panoramica delle attività a livello federale. Secondo la Confederazione le imprese con sede giuridica o operativa in territorio elvetico e tutte le loro attività, sia in Svizzera che all’estero, devono essere in linea con gli standard e le direttive di RSI riconosciute a livello internazionale, come le Linee guida OCSE per le imprese multinazionali. Inoltre, la Confederazione sostiene l’elaborazione e l’applicazione di specifici standard e iniziative di RSI per il settore delle materie prime.

Alla luce del crescente interesse per il settore in questione e della sua importanza per la politica interna ed estera, il Dipartimento federale degli affari esteri (DFAE), il Dipartimento federale delle finanze (DFF) e il Dipartimento federale dell'economia, della formazione e della ricerca (DEFR) hanno costituito una piattaforma interdipartimentale sulle materie prime. Il Consiglio federale ha buoni motivi per ritenere che la maggior parte delle raccomandazioni del rapporto di base sulle materie prime di 2013 potrà essere attuata nei prossimi due anni. Ha pertanto incaricato la piattaforma interdipartimentale sulle materie prime di redigere entro il mese di novembre 2018 un'altra valutazione della situazione del settore svizzero delle materie prime per quanto riguarda la competitività, l'integrità, l'ambiente e altri aspetti. La piattaforma resta operativa e proseguirà il suo mandato.

Ultima modifica 19.03.2018

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